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Bryce Canyon National Park

Lo stupore che colse J.W. Humphery, nel lontano 1915, alla prima vista del Bryce Amphiteater, è assolutamente lo stesso che ancora oggi si rivela sui volti dei turisti attratti da questo angolo nel sud-ovest dello Utah.

Acqua, vento e ghiaccio hanno lavorato duramente nel corso degli anni per modellare le guglie ricche di calcare e arenaria – alcune delle quali alte quasi 30 metri – frutto dell’erosione di rocce sedimentarie fluviali e lacustri. I pinnacoli, conosciuti come hoodoos, distribuiti senza soluzione di continuità su una superficie di quasi 145 km quadrati, danno vita a un vero e proprio anfiteatro, le cui prospettive sono apprezzabili da diversi punti d’osservazione, comodamente raggiungibili grazie alla strada asfaltata che costeggia il parco.

Quando visitare Bryce Canyon National Park

Il parco nazionale di Bryce Canyon è sempre aperto. Solo le avverse condizioni metereologiche possono porre dei limiti: sviluppandosi tra i 2.400 e i 2.700 metri sul livello del mare, l’area è soggetta d’inverno a sensibili escursioni termiche durante il corso dell’anno.

Il periodo suggerito per visitare il parco è tra la primavera e l’estate, quando le giornate non sono mai troppo calde e le serate sono miti. I viaggiatori invernali più fortunati, tuttavia, potranno godere della vista innevata dell’anfiteatro, tra i panorami in assoluto più seducenti di tutta la West Coast.

Come visitare Bryce Canyon National Park

Esplorare il parco è molto semplice: oltre all’immancabile Shuttle Bus gratuito (orari e info sulle frequenze disponibili presso il Visitor Center), i viaggiatori possono raggiungere i diversi overlook comodamente con la propria auto, percorrendo la UT63, che collega Bryce Canyon City al lontano Rainbow Point, punto panoramico eccezionale da cui ammirare il grandioso paesaggio.

Se volte un elenco dei migliori punti d’osservazione, eccoli di seguito.

  1. Bryce Point

È uno dei punti più alti da cui ammirare il panorama, con gli hoodoos che si vestono di colori intensi e stravaganti soprattutto durante le prime luci del mattino, quando l’alba tende a scaldare e far brillare le rocce, offrono generose opportunità per realizzare lo scatto perfetto.

2. Sunset Point

Capolinea del “Navajo Loop”, frontale rispetto ad alcuni degli hoodoos più belli di tutto il parco, è un punto panoramico di rara bellezza.

3. Rainbow Point

Siamo nel sito più esposto a sud del parco: da qui, sguardo rivolto all’orizzonte, è possibile apprezzare l’estensione di tutto il Canyon.

4. Yovimpa Point

È il miglior punto per osservare e apprezzare il fascino imperiale del “The Grand Staircase”, imponente struttura rocciosa che l’occhio tende volentieri a confondere con una grande scalinata.

5. Inspiration Point

Non uno, ma ben tre differenti prospettive del canyon, una più eccelsa dell’altra.  Il parco può essere esplorato anche grazie ai numerosi sentieri che lo attraversano, molti dei quali estremamente facili da seguire e non troppo lunghi. Una caratteristica importante, che consente a tutti i viaggiatori di poter ammirare questo generoso omaggio della natura.

Tra i vari trail percorribili ve ne consigliamo 5.

  1. Rim Trail

Un sentiero di facile percorrenza, lungo circa 18 km, ideale per toccare tutti i punti di maggiore interesse.

2. Sunset Point – Sunrise Point

Un chilometro e mezzo tra i due overlook, per ammirare tutte le diverse sfumature dell’anfiteatro dall’altro.

3. Riggs Springs Loop Trail

Un cammino particolare, lungo circa 14 km, completamente ricavato all’interno del bosco di abeti e pini, per vivere la parte più verde del Canyon, in partenza da Yovimpa Point.

4. Fairyland Loop Trail

Rispetto ai precedenti, questo tragitto – 13 km circa – è abbastanza impegnativo: dal Fairyland Point si scende nella valle del canyon, giungendo sino al Tower Bridge.

5. Navajo Loop

Questo breve itinerario circolare, in partenza dal Sunset Point, consente di scendere sino al cuore dell’anfiteatro di Bryce, grazie al celebre sentiero chiamato “Wall Street”.

Ulteriori opportunità per visitare Bryce Canyon National Park

Oltre a trail e overlook, sono molteplici le opportunità per visitare il parco. Gli stessi rangers in alta stagione organizzano diverse attività con e per gli ospiti, alcune delle quali anche in notturna, per vedere il canyon illuminato solo dal chiaro di luna.

Immancabili le passeggiate a cavallo e le passeggiate sulla neve durante la stagione invernale.

Ai più audaci consigliamo il sorvolo in elicottero del canyon, mentre gli amanti delle stelle e della notte non possono perdere l’appuntamento annuale con il Festival Astronomico realizzato dalla Salt Lake Astronomical Society, per ammirare la via lattea sopra gli hoodoos.

Flora e fauna

All’interno del parco è possibile distinguere 3 differenti habitat, ciascuno caratterizzato dal proprio microclima: nella parte superiore troviamo una foresta di abeti e pioppi, nella parte centrale si distingue una ricca foresta di pini gialli, mentre a bassa quota regna una foresta di pini e ginepri.

All’interno di queste foreste trovano riparo e ristorno molte specie di animali, alcune facilmente visibili (impossibile non scorgere un cervo o uno scoiattolo), altre estremamente rare da incontrare, come il Condor della California o il coguaro, meglio conosciuto come puma o leone di montagna,   entrambi in via d’estinzione e per questo estremamente protetti all’interno del parco.

Come raggiungere Bryce Canyon National Park

Las Vegas (Nevada) e Salt Lake City (Utah), a dispetto delle 270 miglia di distanza, rappresentano le due città con aeroporto internazionale più prossime al parco. A minor distanza, rispettivamente a 80 e 120 miglia, troviamo aeroporti locali nelle piccole città di Cedar City e St. George.

Bryce rappresenta una tappa obbligata nei viaggio on the road e, per visitarlo, i viaggiatori possono percorrere due splendide “Scenic Byways“: chi arriva da nord incontra la strepitosa  UT-12 (che nasce dal Capitol Reef National Park e attraversa sia Escalante che Kodachrome Basin State Park), chi arriva da sud la famosa Zion Mt Carmel Highway, UT-9.

Il parco dista solamente 3 ore da Page (porta d’accesso a Lake Powell e al famoso Antelope Canyon) e meno di 2 ore da Kanab, caratteristica cittadina da cui parte il sentiero che conduce i più fortunati a visitare il famoso “The Wave”, uno dei luoghi più suggestivi di tutto il pianeta.

Dove dormire a Bryce Canyon National Park

Bryce Canyon City, minuscola cittadina situata a pochi minuti di distanza dall’ingresso del parco, rappresenta senza dubbio la soluzione più comoda per pernottare nei pressi del parco. Qui gli hotel non sono moltissimi, motivo per cui è consigliato prenotare il soggiorno con largo anticipo. Tra i migliori, possiamo senza dubbio citare il BW Plus Ruby’s Inn, BW Plus Bryce Canyon Grand Hotel, ol Bryce Canyon Resort.

Per chi cerca soluzioni più caratteristiche, il Bryce Country Cabins, situato nella vicina cittadina di Topic, rappresenta senza alcun dubbio una soluzione ricca di fascino.

Approfondimenti e consigli utili

Al Visitor Center, situato in prossimità dell’ingresso del parco, ciascun ospite può ritirare una mappa, disponibile anche in lingua Italiana, e decidere con serenità quale percorso seguire togliendosi gli ultimi dubbi, grazie ai preziosi consigli dei Ranger.

Ricordate sempre di avere con voi la macchina fotografica e, soprattutto, una sufficiente scorta d’acqua, pari almeno a 2 litri per persona, soprattutto nei periodi più caldi dell’anno.

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Il Tempio della natura…Canada

Un viaggio in Canada equivale a scoprire un universo ricchissimo di differenze e varietà, a dispetto dell’immagine stereotipata cui è solitamente associato. Il secondo stato più esteso del pianeta dopo la Russia è un concentrato di attrattive, oltreché naturalistiche, storiche, architettoniche, artistiche, enogastronomiche.

Qualche numero può essere utile per comprendere la vastità del Canada, forse la cifra distintiva, il denominatore comune di aree geografiche tanto disparate e distanti: la più lunga linea costiera del mondo (circa 202 mila km), il più lungo confine del mondo, con gli USA (circa 8900 km), un’estensione longitudinale di circa 5500 km, dal Newfoundland e Labrador fino allo Yukon, e latitudinale di 4.600, dal Nunavut, in pieno Circolo Polare Artico, all’Ontario.

La dicotomia culturale fondamentale del Canada è quella tra popolazione francofona, erede della prima colonizzazione europea, concentrata nell’area orientale del paese (la Nouvelle-France di Québec, Ontario e New Brunswick, nota anche come Acadia, dove il sostrato originario è sopravvissuto nonostante la pulizia etnica, nota come “le grande dérangement”, iniziata dai Britannici a metà 700), e anglofona, insediata fino alla Pacific Coast.

Da non dimenticare i Nativi delle Sette Nazioni. Circa il 75 % degli abitanti vive in un “corridoio” di 300 km dal confine statunitense. Più in là solo spazio, natura primordiale, il mistero azzurro del Nord.

L’ordinamento statale del Canada è di tipo federale e consta di dieci province e sette territori. Procedendo da Est si incontrano il Newfoundland and Labrador, l’Isola del Principe Edoardo, Nova Scotia, New Brunswick e l’Ontario, area attraversata dagli Appalachi e dalle loro propaggini collinari, che digradano verso la piana del San Lorenzo e i Grandi Laghi.

La fascia centrale, ampia e pianeggiante, è occupata da Manitoba e Saskatchewan, fino alla grande Baia di Hudson, a Nord Ovest della quale si estendono i tre immensi territori canadesi, pressoché disabitati, del Nunavut, North West e Yukon. In Alberta si innalza la principale catena montuosa del paese, le Rocky Mountains, che formano lo spartiacque continentale. La costa del Pacifico ricade completamente nella British Columbia.

COSA VISITARE

Le Cascate del Niagara, una delle attrazioni naturalistiche più spettacolari e famose dell’intero Nord America, poste a cavallo tra USA e Canada, composte da tre salti d’acqua con cui il fiume Niagara supera un dislivello di 52 metri: l’Horseshoe Falls, “ferro di cavallo”, sul lato canadese, le American Falls e le Bridal Veil Fall, “velo nuziale”, negli States.

Il centro storico della Vieux-Québec, dichiarato Patrimonio dell’UNESCO per il suo inconfondibile sapore di “ville” francese al tempo dei fasti borbonici dei Luigi, elegante e sontuosa, fine, colta e gaudente, disegnata sugli stilemi del rinascimento transalpino.

La Basilica di Notre Dame nella Vieux Montréal, luminosa chiesa neogotica eretta negli anni 20 dell’800, affacciata sulla nevralgica Place d’Armes.

L’Anse aux Meadows National Historic Site, sull’isola di Terranova, l’unico insediamento normanno giunto fino a noi, e primo nucleo europeo nelle Americhe, dichiarato Patrimonio dell’UNESCO.

Il villaggio di pescatori di Lunenburg, in Nova Scotia, fondato nel 1753 per un piano di colonizzazione britannico che coinvolse però immigrati tedeschi, svizzeri e francesi, dichiarato Patrimonio UNESCO.

L’avveniristico centro urbano di Toronto, dominato dalla CN Tower, la torre per le telecomunicazioni, eretta nel 1976, che con i suoi 553 metri è la più alta al mondo nel suo genere.

La capitale Ottawa, estesa su un’ansa verdeggiante dell’omonimo fiume, da cui si diparte il Rideau Canal, via acquatica artificiale costruita nel 1832 dagli Inglesi per precauzione contro gli Stati Uniti, Patrimonio UNESCO che taglia il centro storico. La città è dominata dalla Parliament Hill, con i maestosi edifici del Parlamento canadese, eretti tra metà 800 e primo ventennio del 900 in stile neogotico-eclettico (East Block, Central Block con la Peace Tower e West Block).

Churchill, sull’enorme Baia di Hudson, ideale per avvistare gli orsi polari.

La cintura ecologica del Canadian Rocky Mountain Parks, tra Alberta e British Columbia, Patrimonio UNESCO composto da quattro Parchi Nazionali che tutelano vette scenografiche, ghiacciai immensi, laghi diafani, boschi impenetrabili, e un’eccezionale fauna: il Banff National Park, famoso grazie all’omonima, rinomata località di villeggiatura, e ai numerosi specchi d’acqua, tra cui il Lake Moraine, tra i più fotografati del Canada; lo Jasper National Park, attraversato dalla spettacolare Icefields Parkway; il Kootenay National Park e lo Yoho National Park, nei cui confini rientra l’Argillite di Burgess, imponente affioramento tempestato di fossili di remoti fondali oceanici.

Vancouver, sulla costa del Pacifico, città dall’altissima qualità della vita, ricca di verde (si segnalano i giardini Queen Elizabeth), negozi e grattacieli.

Waterton Lakes National Park, proseguimento in Alberta del Glacier National Park del Montana, che nel complesso formano un Parco della Pace internazionale dichiarato Biosfera dell’UNESCO.

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Giamaica

La Giamaica ti farà scoprire il volto reggae dei Caraibi, un gioiello di spiagge bianche e foreste tropicali. Per farvi intendere bene di ciò che parliamo, il primo nome dell’isola si deve ai Taino, popolazione giunta dal Sud America che la battezzarono “Xaymaca” ovvero “terra ricca di legno ed acqua”.

Tutt’oggi la Giamaica conserva la traboccante natura caraibica che impressionò i suoi primi colonizzatori.  Terra di coloni e pirati, le influenze inglesi si sono imposte su quelle spagnola. La maggior parte della popolazione discende dagli ex schiavi.

Dalla componente etnica originaria dell’Africa discendono le peculiarità culturali che fanno riconoscere la Giamaica nel mondo. In primis la musica reggae, sviluppatasi negli anni 60 e con Bob Marley concentrata sulle tematiche religiose del rastafarianesimo.

Non vanno dimenticate le tradizioni gastronomiche, le più ricche e saporite dei Caraibi.

Un viaggio in Giamaica è un tuffo nel mare dei Caraibi, nella natura e in una cultura iconica e unica.

COSA VISITARE

Il Blue and John Crow Mountains National Park, Patrimonio UNESCO posto a tutela della lussureggiante catena montuosa che raggiunge i 2256 metri e fu rifugio di indigeni Tainos e poi di “maroons”, schiavi neri scappati dalle piantagioni, i quali crearono una vera e propria civiltà “alla macchia”. Famoso il caffè prodotto lungo le pendici dei rilievi.

La Seven Miles Beach spiaggia bianchissima di 10 km, orlata da un folto palmeto che fa ombra a bar e local, ideale per vivere la Giamaica balneare dal mattino al tramonto.

A Montego Bay, vivace cittadina piena di musica e sede, a luglio, del  Reggae Sumfest, la spiaggia di Doctor’s Cave Beach, una delle più famose della Giamaica.

Il Bob Marley Museum di Kingston, la leggendaria icona del reggae, padre spirituale della Giamaica.

Nine Mile, il villaggio dove nel 1945 nacque Bob Marley, dove si possono visitare la sua casa natale e mausoleo.

La Blue Lagoon, specchio d’acqua dolce color smeraldo, nel cuore della vegetazione tropicale, profondo fino a 60 metri.

Ocho RIos, villaggio di pescatori il cui entroterra è ricchissimo di ruscelli e cascatelle che formano piscine e scivoli d’acqua dolce. Nel 1657 gli Inglesi vi sconfissero sonoramente gli Spagnoli, durante la battaglia passata alla storia col nome di Las Chorreras, e presso il poco distante Rio Chico furono girate nel 1962 le scene di Dr. No,  primo episodio della saga di 007, con Sean Connery e Ursula Andress.

Columbus Park, museo en plen air con reperti dell’epoca di Cristoforo Colombo.

Un’escursione lungo le acque del Black River, popolato di coccodrilli e uccelli esotici.

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APP utili in viaggio

Ci sono tantissime app utili quando ci si trova all'estero, qui ve ne indico alcune carine:

MAPS.ME

un app molto utile per risparmiare tanti soldini pagati in giga ( che quando ci troviamo all'estero costano tanto) e serve per scaricare offline le mappe dei luoghi che in cui ci recheremo; le mappe scaricate avranno tutti i punti di interesse in modo da facilitarci l'uso.

TRIPLINGO

questa è un app che ci aiuta a conoscere " l'etichetta" del posto in cui ci troviamo : ad esempio se ci troviamo in Giappone e brindiamo con qualcuno, evitiamo assolutamente di dire cin cin perchè in giapponese significa pene, proprio così il significato è l'organo sessuale maschile

oppure è meglio non sorridere ad uno sconosciuto in Russia in quanto viene interpretato come un segno di non cortesia.

FLUSH TOILET FINDER

un app utilissima in caso di emergenza in quanto ci segnala le toilet pubbliche oppure bagno di un locale più vicine a dove ci troviamo.

PACKPOINT TRAVEL PACKING LIST

app che ti aiuta a decidere cosa mettere in valigia. Il bagaglio è un punto cruciale di ogni viaggio e il rischio di lasciare qualcosa fuori è sempre in agguato. PackPoint è un’app gratuita che, raccogliendo informazioni sulle nostre destinazioni, ci aiuta a scegliere cosa mettere in valigia e non dimenticare niente a casa.

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Hawaii

Una viaggio alle Hawaii permette di scoprire un pezzo di Polinesia negli USA. L’arcipelago vulcanico, composto da otto isole principali –  Niihau, Kauai, Oahu, Molokai, Lanai, Kahoolawe, Maui e Hawaii (Big Island) – e da circa 130 scogli satellite, dopo essere entrato nell’orbita statunitense a partire da metà 800, ne è divenuto il 50° ed ultimo stato nel 1959.

Posizionate a circa 4000 km dalla costa americana, il primo sostrato etnico delle Hawaii fu probabilmente costituito da gruppi umani provenienti tra 500 e 800 d.c. dalle Isole Marchesi che, nella loro lingua polinesiana, ribattezzarono la nuova dimora con il termine, riscontrato anche tra i Maori, che indica la “patria spirituale”, il rifugio degli antenati, una Terra Promessa sperduta nel seno azzurro dell’Oceano Pacifico. Fino all’arrivo degli Europei, giunti al seguito di James Cook nel 1778, le Hawaii dovettero rappresentare un paradiso ancestrale, sottratto alle vicende della storia. La terra dell’Aloha, l’amore accogliente, aperto, pacifico. L’isola che non c’è.

Mare, surf (già James Cook descriveva, nei suoi diari, l’abilità con cui gli hawaiani cavalcavano le onde grazie all’arte dell’he’e nalu), biologia, vulcanologia, astronomia, etnologica. Tutto ciò sono delle vacanze Hawaii, in grado di soddisfare i gusti più disparati.

Big Island, o Hawaii, l’isola più estesa (10.432 kmq su 28.000 totali), è dominata dalle massime vette vulcaniche dell’isola, il Mauna Kea (4205 metri che, se misurati dalla base, concorrono ad eleggerlo montagna più alta della Terra, con 9.966 metri) e il Mauna Loa (4170 metri), per volume il più grande vulcano attivo al mondo. Le pendici dei rilievi interni sono solcate, come un’enorme acquasantiera, da ruscelli e cascate (si segnalano, nella valle di Kohala, salti che superano i 600 metri) che si riversano verso spiagge di magma nero solidificato.

Oahu, la terza isola per estensione, è invece quella maggiormente popolata, con circa 1 milioni di abitanti, concentrati in buona parte nell’area metropolitana di Honolulu, città poliedrica e dall’affascinante sincretismo di stili architettonici e urbani.

Maui, la seconda isola, dominata dal vulcano Haleakalā, alto oltre 3000 metri, famosa per le coltivazioni di ananas, caffè, canna da zucchero e papaya, presenta scenari naturalistici intatti e il brio notturno di Lahaina, capitale hippy del Pacifico.

Degne di note anche le isole di Kauai, caratterizzata da un microclima tropicale che alterna paludi, tratti di spessa giungla e spettacolari formazioni geologiche, e la sinistra Lanai, lasciata disabitata per oltre 1000 anni dagli indigeni perché ritenuta infestata da spiriti maligni.

COSA VISITARE

L’ USS Arizona Memorial, a Pearl Harbor, vicino Honolulu, nel luogo dell’attacco sottomarino e aereo giapponese del 7 dicembre 1941 che scatenò l’ingresso degli USA nella Seconda Guerra Mondiale.

Hawaii Volcanoes National Park, dichiarato Patrimonio UNESCO, esteso su Big Island: al suo interno ricadono il Mauna Loa e il Kīlauea, notevolmente più basso, ma tra i più attivi della Terra.

Il Mauna Kea, alla lettera “montagna bianca”, il più alto rilievo della terra se lo si misura dalla superficie marina (9.970 metri): le sue lande vulcaniche, considerate il miglior luogo per l’osservazione astronomica nell’emisfero boreale, ospitano i potenti telescopi installati dall’Università delle Hawaii in cooperazione con istituzioni scientifiche di tutto il mondo, dal Giappone al Canada, tra cui spiccano il Subaru nipponico, dotato di uno specchio del diametro di 8.1 metri, e il Gemini North, altro gigante di 8 metri che lavora congiuntamente al suo gemello del Cerro Pachón, in Cile.

Hanauma Bay, profonda insenatura tufacea famosa per le sue acque cristalline, incluse in una Nature Preserve che salvaguarda oltre 400 specie di pesci e tartarughe verdi.

La Road to Hana, 103 km di curve che serpeggiano lungo i fianchi tropicali della costa settentrionale di Maui, a strapiombo sull’Oceano, una delle strade panoramiche più spettacolari del mondo.

L’Haleakala National Park, esteso a salvaguardia dell’area occupata dall’omonimo vulcano, con i suoi 3055 metri il più alto di Maui: particolarmente apprezzati i “sunrise tour” per ammirare l’alba ad alta quota.

LaNa Pali Coast, il tratto costiero più possente e magnifico delle Hawaii, sull’isola di Kauai

Hōnaunau National Historical Park, sito archeologico di Big Island, con i resti del del “pu’uhonua”, una sorta di carcere dove venivano confinati coloro che infrangevano il “kapu”, l’antica legge hawaiana. Notevoli i “kii”, monoliti lignei con lo sguardo puntato verso l’Oceano.

Le piantagioni di caffé di Kona, su Big Island, propiziate dall’altitudine elevata delle dorsali collinari, dalla copertura nuvolosa che forma un microclima umido ideale e dal ricco terreno formato dalle colate dello Hualalai.

The Merrie Monarch Festival, celebrazione annuale (Marzo-Aprile) che valorizza il folklore hawaiano, perfetta per scoprire tradizioni come la danza della hula, praticata con i tipici costumi e la ghirlanda lei, simbolo di concordia e benvenuto, e assaggiare la kava, bevanda utilizzata nelle cerimonie sacrali e politiche che rappresenta forse l’autentico collante di tutte le genti polinesiane.

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Cina

La Cina è di sicuro il più grande Paese al mondo. Non solo perché è il secondo più popolato del globo e uno dei più estesi, ma perché all’interno dei suoi confini c’è un vero e proprio mondo, con infiniti ecosistemi e ambienti, con grandi città, deserti, foreste e montagne impervie. Un viaggio Cina deve per forza mettere in conto di non poter contemplare la totalità delle sfaccettature della Repubblica Popolare, ma deve essere una scelta precisa, come una lente d’ingrandimento, per poter comprendere il più possibile la “galassia cinese”.
Cultura, storia, arte, natura, tecnologia, teatro, enogastronomia: sono infiniti i filoni che possono condurre un viaggio in Cina. Infondo stiamo parlando di un paese con oltre 4.000 anni di storia e che nonostante tutto continua a guardare al futuro. La Cina è costellata di siti archeologici e culturali dove ammirare lo splendore di una civiltà antichissima e complessa: ovviamente non è possibile non citare la Grande Muraglia Cinese, la Città Proibita di Pechino e l’Esercito di Terracotta di Xian, ma alcune perle come le pagode dello Yunnan, le grotte sacre del Gansu, le città antiche del Guangxi e il folklore di una delle 56 etnie cinesi riconosciute sono tesori che vale la pena scoprire. Come abbiamo detto anche gli estremamente variegati ambienti della Cina sono un ottimo spunto di viaggio: si va dalle lande glaciali della Manciuria all’isola tropicale di Hainan, dal Deserto dei Gobi alle foreste del basso corso del fiume Yangtze (fiume Azzurro), dalle steppe della Mongolia Interna alle valli himalayane dello Yunnan. Di grande interesse risultano poi anche le metropoli moderne della Cina, cresciute negli ultimi trent’anni in maniera vertiginosa ma che non hanno mancato di sintetizzare voglia di innovazione e rispetto delle tradizioni: fra le più importanti ci sono Pechino, la capitale, Shanghai,il cuore economico, Hong Kong e Macao, centri finanziari dall’amministrazione autonoma e speciale.
Partire per un viaggio o un tour in Cina vuol dire affacciarsi su tutto questo e su molto altro. Perché “Un lungo cammino, inizia sempre con un piccolo passo”. Mao Zedong

COSA VISITARE

Pechino: la capitale della Repubblica Popolare conserva il fascino immutato dell’antichità. Assolutamente impedibili sono la Città Proibita, Piazza Tienanmen e il Tempio del Cielo.

Chengdu: capoluogo della provincia dello Sichuan, Chengdu è rinomata per la sua cucina, che gli stessi cinesi ritengono la più squisita del paese, e per la riserve di conservazione, dove incontrare i simpatici panda!

Xi’an: antica città dal fascino medievale, con un centro storico che mantiene l’impostazione del passato con bazar e botteghe, Xi’an è anche famosa per la vicina Tomba del Primo Imperatore Qin con il famosissimo Esercito di Terracotta.

La Grande Muraglia: quasi 6.500 chilometri di estensione, costruita a partire dal 215 a.C., la Grande Muraglia è sicuramente uno dei simboli più famosi e iconici di tutta la Cina.

Yunnan: alle pendici dell’Himalaya si trova questa valle fatata, ricca di monumenti e panorami incantati. Abitata da diverse etnie tipiche, è il luogo da visitare per conoscere la diversità della Cina.

Fiume Yangtze: uno dei fiumi più lunghi del mondo, lo Yangtze percorre tutta la Cina, da Ovest a Est. Per questo il suo corso è spesso solcato da navi da crociera e piccole barche di bambù. Una navigazione sullo Yangtze è una esperienza imperdibile.

Suzhou: chiamata anche la “Venezia Cinese”, Suzhou è una deliziosa città solcata da mille canali, con costruzioni storiche ed edifici che risalgono al XVI secolo. E’ anche famosa per le sue rinomate e raffinate case da tè.

Hong Kong: colonia britannica fino al 1997, Hong Kong è una città dove la modernità si fonde con l’antica Cina. Una città tutta da scoprire, sempre vivace e attiva a qualsiasi ora del giorno.

Guilin: capoluogo della regione storica dello Zhuang si trova a poca distanza da alcune delle più importanti attrazioni della provincia, come la Collina della Proboscide d’Elefante sul fiume Li e l’antica città di Lijiang.

Zhangye Danxia: le colline colorate di Zhangye Danxia sono l’incredibile frutto di una trasformazione morfologica di milioni di anni. Oggi queste rocce variopinte nel Deserto dei Gobi stupiscono i visitatori di tutto il mondo e sono un patrimonio Unesco.

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Cuba

Un viaggio a Cuba significa immergersi in un mare senza eguali con gli occhi rivolti ad una cultura secolare. Perché un viaggio a Cuba rappresenta la via preferenziale per fare ingresso nell’anima latina, ispanica, creola e sensuale dei Caraibi? Non solo perché l’isola conta oltre 1600 cayos e isolotti.

Un viaggio a Cuba offre al viaggiatore esperienze oltre il semplice turismo balneare. Notevoli l’architettura e capolavori artistici nello stile, sontuoso e decadente insieme, del barocco coloniale.

Gli ecosistemi agricoli basati sulle piantagioni di caffè e canna da zucchero che esaltano, quasi in una sfida vegetale, la natura lussureggiante dei tropici. L’’anima creola diffusa si esprime tanto nella gastronomia e nella rumba.

Un popolo di radicata spiritualità cattolica che è stato protagonista di una delle rivoluzioni marxiste fondamentali nella storia del 900, foriera di un modello sociale ed economico che ha ispirato intere generazioni politiche in tutto il pianeta, affascinate anche dal carisma eroico di icone come Fidel Castro ed Ernesto Che Guevara.

Cuba è un viaggio tra mare e cultura, un paese affascinante e autentico che trasmette le più variate emozioni e, al ritorno, lascia una nostalgia dolce di ciò che si è visto e vissuto.

Un itinerario tra brusio di voci, volti e gesti accoglienti, che sfumeranno in un tramonto dorato, ammirato dal terrazzino di una casa particular, magari assaporando l’aroma di un sigaro. Con il giorno che si dilegua dolcemente e la notte coi suoi ritmi che avanza vigorosamente

COSA VISITARE

Cuba è un paese affascinante e ricco di luoghi e destinazioni interessanti. Scopri qui i nostri suggerimenti su cosa vedere a Cuba:

La Habana Vieja. centro storico coloniale della capitale dichiarato Patrimonio dell’UNESCO per il suo eccezionale valore architettonico ed artistico, frutto della commistione tra la fondamentale impronta barocca e i successivi stili neoclassico, eclettico e liberty di provenienza americana. Imperdibili le settecentesche cattedrale di San Cristobal e basiliche di San Francesco d’Assisi e di Paola, le coeve fortezze del Morro, del Castillo de La Real Fuerza e di San Carlos de la Cabaña, il Paseo del Prado, l’imponente struttura del Capitolio, edificato negli anni 20 del 900 ispirandosi alla Casa Bianca, i mitici locali Bodeguita del Medio e Floridita, amati da Hemingway.

Il centro storico di Camagüey. uno dei primi sette villaggi fondati dagli Spagnoli a Cuba, dichiarato Patrimonio UNESCO grazie a una fisionomia ben delimitata che presenta una ricca stratificazione di stili artistici e architettonici, dal barocco all’Art Nouveau.

La cittadina coloniale di Trinidad, appollaiata di fronte al Mar dei Caraibi, alle falde della Sierra del Escambray, con il Convento di San Francesco, le rovine della Chiesa di Sant’Anna e l’incantevole Plaza Mayor. Il centro è stato dichiarato Patrimonio UNESCO insieme alla vicina Valle de los Ingenios, spaccato rurale e tropicale delle piantagioni di canna da zucchero, visitabile mediante un treno a vapore. Da non perdere il cocktail locale, la Canchanchara.

Il Castello di San Pedro de la Roca, noto anche come “del Morro”, costruito nel 1637 su progetto dell’architetto italiano Giovan Battista Antonelli e dichiarato Patrimonio dell’UNESCO.

Cienfuegos, la “Perla del Sur”, fondata nel 1819 col nome di Fernandina de Jagua da un gruppo di immigrati francesi che giungevano da Bordeaux e dalla Louisiana: l’apporto transalpino ben si riflette nel nucleo storico, dove si trova la più alta concentrazione di edifici neoclassici di tutti i Caraibi, esempio di impianto urbanistico razionalista inserito nei Patrimoni UNESCO.

Tra le spiagge, Varadero, con la Playa Azul e la barriera corallina, Guardalavaca, dove approdò Cristoforo Colombo, e Playa las Coronadas, dove sbarcarono nel 1956  Fidel Castro, Che Guevara e Raul Castro, oggi tutelato, inclusa nel Parco nazionale sbarco del Granma, che si estende anche verso le spettacolari formazioni carsiche interne, ripide e ammantate di foresta tropicale, Patrimonio UNESCO.

Valle Viñales, nella sezione occidentale di Cuba, profonda depressione carsica punteggiata di grandi affioramenti ricchi di grotte (come la Cueva del Indio) in cui si alternano campi di tabacco e tratti di bosco lussureggiante popolati da numerose specie animali endemici, il che le è valso l’inserimento nei Patrimoni UNESCO. Nei dintorni importante il ciclo di affreschi rupestri Mural de la Prehistoria, realizzati nel 1961 da Leovigildo González Morillo.

Il Parco Nazionale Alejandro de Humboldt, sulla costa nord-orientale, 70 mila ettari di ecosistema montano e costiera dall’eccezionale biodiversità floro-faunistica, dovuta ai meccanismi di adattamento, specie vegetale, alle rocce tossiche del suolo, Patrimonio UNESCO.

cayos, le piccole isole satellite che compongono l’arcipelago di Cuba (se ne contano circa 1600), piccoli paradisi ideali per abbandonarsi al relax balneare.

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Mitica California

La California è, degli States, il più popoloso e il terzo per estensione. Il suo territorio include ecoregioni e paesaggi molto variegati. Dal lungo sviluppo costiero sull’Oceano Pacifico – dominato, a Nord, dalle foreste di sequoie e abeti di Douglas tipiche dei climi temperati freschi, mentre a Sud si allungano le propaggini accecanti del Deserto del Mojave, in un’ambientazione già schiettamente messicana, – alla corona interna della Sierra Nevada che, con i 4421 metri del Monte Whitney, rappresenta il tetto degli Stati Uniti contigui, cioè Alaska e Hawaii esclusi, e include, nel suo complesso orografico, tanto gli scenari alpini dello Yosemite, scroscianti d’acque, quanto la depressione arida della Death Valley, dove si scende al punto più basso della Confederazione, presso Badwater Basin. In mezzo s’avvalla l’ampio bacino fertile della Valle Centrale (California Central Valley), l’Eden fruttifero agognato dai braccianti in fuga dal dust bowl, uno dei distretti agricoli più produttivi del pianeta, che provvede a metà del fabbisogno americano. Non finiscono qui gli elementi che fanno intuire la ricchezza di un viaggio in California. Basti pensare che se il cosiddetto Golden State fosse una nazione autonoma, esso vanterebbe la 6° economia mondiale. Oltre al settore primario, il XX° secolo ha visto lo sviluppo dell’industria cinematografica di Hollywood, a partire dagli anni 20, e, poco dopo, dell’informatica nella Sylicon Valley, con i primi esperimenti condotti in un box di Palo Alto da Hewlett e Packard. Storia ricorrente, in queste zone, come testimonierà, qualche decennio più in là, Steve Jobs. Al dinamismo socio-economico si è accompagnato, durante il 900, uno scenario culturale vivacissimo, favorito da un’atmosfera sgombra, quella della fine di un continente, dell’East e dei suoi pregiudizi europei, la costa del sole e della libertà. Un miraggio esotico, un Messico dentro casa, parafrasando il poeta Robinson Jeffers: “la California è candida come bucato e ha la testa vuota“ scrisse Jack Kerouac in On The Road, romanzo che, in riva al Pacifico, divenne il vangelo, prima Beat e in seguito Hippy, di un vasto movimento generazionale non ancora esaurito, nel fervido laboratorio creativo degli USA.

Uno spirito che affonda le proprie radici nella pionieristica California Gold Rush, nel corso dell’800, quando la propensione squisitamente americana alla proiezione in avanti, verso la conquista di una frontiera sempre nuova, fecondò il luminoso paradiso, punteggiato di missioni francescane e ranchos, retaggio della dominazione coloniale spagnola, che sedusse addirittura i Russi, spintisi fino alle porte di San Francisco con l’avamposto di Fort Ross. Insomma, chi scelga di trascorrere delle vacanze in California avrà a disposizione una gamma di esperienze vastissima (cfr. le attrazioni imperdibili nella sezione cosa visitare). Natura, con due Parchi Nazionali, Redwood e Yosemite, Patrimonio UNESCO, e decine di aree protette che tutelano un patrimonio floro-faunistico eccezionale. Mare, dalle spettacolari scogliere di Big Sur alle ampie spiagge della zona meridionale, frequentate dai surfisti di ognidove. Enogastronomia, con disparate tradizioni culinarie e le eccellenze vitivinicole della Napa Valley e della Sonoma Valley. Storia e cultura, dai piccoli centri sospesi nel tempo e dai villaggi fantasma dei cercatori d’oro al vociare convulso delle metropoli, San Francisco, Los Angeles e San Diego in testa. Senza dimenticare il concetto cardine di questa terra. Il futuro.

COSA VISITARE

Redwood National Park, straordinario ecosistema che si affaccia sull’estrema parte settentrionale della costa californiana, dichiarato Patrimonio UNESCO per il suo valore naturalistico costituito principalmente dalle sequoie sempreverdi, i più grandi alberi e organismi viventi del mondo, caratterizzati da una colorazione rossastra della corteccia.

San Francisco, la città simbolo dell’avanguardia, della controcultura, dell’apertura, del melting pot culturale. I must da visitare sono il Civic Center, Union Square, Chinatown, Fisherman’s Wharf e Alcatraz Island, il Pier 39 affollato di leoni marini e il Golden Gate Bridge.

Big Sur, la “costa dei poeti” disegnata dai monti Santa Lucia che calano a picco sulle onde, percorsa dalla scenografica Pacific Coast Highway. Questo susseguirsi di scogliere fu fonte di ispirazione per Miller e Kerouac. Imperdibili il Bixby Bridge, l’Henry Miller Memorial Library, la caletta di Partington Cove.

Yosemite National Park, uno dei parchi americani più visitati, anch’esso Patrimonio UNESCO. Questo santuario granitico della Sierra Nevada, ammantato da boschi di sequoie giganti abbeverati dai ruscelli limpidi che si diramano da cascate impressionanti, come le Yosemite Falls, alte ben 700 metri, è un tempio di biodiversità, con numerosissime specie di pianti e animali.

Sequoia National Park. contiguo al Kings Canyon, col quale compone una Biosfera UNESCO, nei cui confini sono inclusi il Monte Whitney (4421 metri), il tetto degli Stati Uniti escludendo Alaska e Hawaii, e la sequoia Generale Sherman, che nei suoi circa 2500 anni ha raggiunto una statura di quasi 84 metri, l’essere dotato di vita più grande del pianeta.

La Napa Valley, con 400 cantine uno dei distretti vitivinicoli (inaugurato dagli Spagnoli) più importanti e pregiati al mondo, famoso soprattutto per la produzione di Cabernet Sauvignon..

Death Valley National Park, area protetta estesa sulla cosiddetta “Valle della Morte”, un vero concentrato di primati, risultando il più esteso a livello continentale, il più caldo e il più basso. Si tratta di una depressione (Badwater, bacino di sale a -86 metri popolato da crostacei di ignota provenienza, è il punto più profondo degli States) lunga 225 km e larga circa 40, un tempo occupata da un mare evaporato, il cui nome sinistro è emblematico di un ambiente antitetico alla vita, rugoso, assetato, inciso da calanchi, come a Zabriskie Point, e coronato da picchi vulcanici che superano i 3000 metri.

Los Angeles, seconda area metropolitana degli USA dopo New York, un vero simbolo della California. Imperdibili Hollywood, la capitale mondiale del cinema, il TLC Chinese Theatre (noto in precedenza come e Grauman’s Chinese Theatre e Mann’s Chinese Theatre), Beverly Hills, con le dimore da sogno dei V.I.P., lo storico Osservatorio Griffith, gioiello art dèco del 1935 da cui si gode una vista magnifica sulla città, Sunset Boulevard, strada dei miti della musica con gli studi Sunset Sound e United Western, il Disneyland di Anaheim, primo parco tematico della storia. La vicina Santa Monica, sull’Oceano, offre il famoso  wharf, dove termina la Route 66.

San Diego, con il celebre zoo, inaugurato nel 1915, uno dei principali al mondo con 4000 specie ospitate, il San Diego Air & Space Museum, all’interno di Balboa Park, che racconta l’importante ruolo della California nell’astronautica statunitense, e l’imponente portaerei USS Midway.

Joshua Tree National Park, una delle aree protette più incontaminate dell’intera California, all’incrocio tra i deserti del Mojave e quello del Nevada, così chiamato dalle distese di Yucca, i cui rami contorti ricordarono ad alcuni pionieri le braccia di Giosuè. I numerosi “monadnock”, nient’altro che affioramenti granitici formati, in remote epoche geologiche, da un processo di raffreddamento e solidificazione della lava, sono una palestra apprezzatissima dagli appassionati di arrampicata.

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Come si celebra il solstizio d’inverno nel mondo

COME SI CELEBRA IL SOLSTIZIO D'INVERNO NEL MONDO

Il solstizio d'inverno, quest'anno atteso nella notte tra il 21 e il 22 dicembre, è stato da sempre celebrato nel mondo da un considerevole numero di feste tradizionali. Queste onorano il ritorno della luce durante i giorni più bui dell'anno.

Per molte culture, le lunghe giornate segnate dal buio invernale sono spesso associate anche a sentimenti di paura mista alla speranza per una nuova rinascita. I rituali che si celebrano da millenni propiziano, dunque, il ritorno del sole dopo il lungo inverno e anche molte tradizioni più moderne sono radicate nei costumi antichi, come ad esempio l'abitudine di portare piante sempreverdi nelle case per simboleggiare la durata della vita o accendere le candele per propiziare la luce e la fertilità.

Proponiamo.quindi, un giro del mondo tra antiche e moderne tradizioni per celebrare il solstizio d'inverno.

Stonehenge (Wiltshire, Regno Unito)

Le origini di questo monumento preistorico non sono ancora chiare. Tuttavia, è ormai stato appurato come il sole si insinui perfettamente tra le due pietre verticali, denominate del Grande Trilithon. Sin dalle prime ore del mattino, il sito è aperto per consentire a migliaia di appassionati e curiosi di celebrare l'alba in un'atmosfera spirituale, intrisa di musica tradizionale, fuochi e lanterne.

Lantern Festival (Vancouver, Canada)

The Secret Lantern Society organizza ogni anno processioni illuminate, musica e performance artistiche nei quattro quartieri di Vancouver. Vagando per le strade della città, tra percorsi illuminati da candele, è possibile beneficiare di un ambiente rilassante che unisce passato e futuro.

Kensington Market Winter Solstice (Toronto, Canada)

La città canadese illumina la notte più lunga dell'anno con una spettacolare festa di luci, alla quale prendono parte mangiatori di fuoco e giocolieri, ballerini e musicisti.

Bruciare gli orologi (Brighton, Regni Unito)

Si tratta di una processione illuminata organizzata negli ultimi venti anni. Oggi 2 mila manifestanti e circa 20 mila spettatori prendono parte ai festeggiamenti. I partecipanti, con in mano lanterne e festoni, passeggiano per la strada e fanno dei grandi falò con gli orologi, a significare il passaggio del tempo.

Yule Log (Riga, Lettonia)

La tradizione natalizia si trova in molte culture europee. Il Museo Etnografico della Lettonia conserva le tradizioni popolari lettoni ancora vive nella capitale, mentre per i mercatini della città girovagano mascherati terrificanti spiriti maligni, il cui compito è quello di “raccogliere” i problemi dell'anno appena trascorso.

Vilnius, Lituania

Nella vicina Lituania, tradizione vuole che il rito natalizio veda la comunità trascorrere la notte più lunga dell'anno trascinando ceppi di alberi a casa della gente per raccogliere gli spiriti oscuri. Lo scopo è quello di portare via l’energia negativa e dare il benvenuto al sole.

Montol Eve (Penzance, Regno Unito)

La gente di questa città del sud-ovest dell'Inghilterra si veste con costumi di danza tradizionali, che ricordano quelli tipici del carnevale di Venezia. Una fiaccolata, soprannominata il "fiume di fuoco", giunge fino al punto più alto della città per accendere un faro e illuminare la gente.

Dongzhi Festival (Cina)

Il solstizio d'inverno è una festa importante anche in Cina e in altre parti dell'Asia orientale, dove i festeggiamenti risalgono alla dinastia Han (206 a.C. - 220 d.C.). Inoltre, il solstizio è connesso alla filosofia yin e yang, che prevede il ritorno dell’energia positiva yang. In tutta la Cina, la gente si riunisce con la famiglia per le feste e visita i templi per onorare i propri antenati.

Fire Walking Festival (Sakuragawa, Giappone)

A un paio di ore a nord di Tokyo, il Saenazumi Jinja Shrine Kabasan tiene un festival annuale in cui i monaci camminano a piedi nudi sulle braci pregando per la salute e il benessere della comunità. Una volta che il fuoco si è raffreddato, tutti possono emulare le prodezze dei monaci.

Montol Festival (Inghilterra)

Falò, lanterne, balli in maschera, canti tradizionali e mercatini di Natale che vendono artigianato locale sono le attrazioni delle celebrazioni stagionali della Cornovaglia. La vigilia del solstizio d'inverno è celebrata come la data del compleanno di Re Artù. Inoltre, si festeggia con l'accensione del "mock", un ceppo natalizio gigante. Il festival si svolge la settimana prima del solstizio stesso, tra il 14 e il 21 dicembre. E tutti sono invitati ad indossare abiti bianchi e neri, i colori propri delle vesti della Cornovaglia, che per secoli si sono indossati durante le festività del solstizio stagionale.

Newgrange (Irlanda)

La tomba megalitica di Newgrange, datata più di 5 mila anni, è uno dei luoghi più straordinari del mondo per trascorrere solstizio. La struttura misura 19 metri e, se si è abbastanza fortunati, è possibile vederla inondata di luce alle prime luci del giorno del solstizio d'inverno. Il fenomeno dura 17 minuti e si ripete per qualche mattina successiva su entrambi i lati della tomba. L'ingresso alla camera è proibitivo, viste le numerose richieste per visitare il sito proprio il giorno del solstizio per assistere al fenomeno.

Makar Sankranti (India)

Questa festa del raccolto Hindu è di buon auspicio e si contraddistingue per il fervore e l’allegria. Si celebra in tutta l'India il 14 gennaio di ogni anno. Sebbene in ritardo rispetto al solstizio, la giornata è dedicata a celebrare l'ascesa del Dio sole nell'emisfero settentrionale. Per gli indù, e come per molti popoli del mondo, il Sole sta a simboleggiare la conoscenza, la luce spirituale e la saggezza. Makar Sankranti significa, infatti, un invito ad allontanarsi dalle tenebre dell'illusione ed orientarsi verso una nuova vita, illuminata dalla luce interiore e da una crescente purezza, saggezza e conoscenza.

Paul Winter Annual World Music Celebration (New York)

Anche in una città gigante come la Grande Mela si può assistere ad un emozionante caleidoscopio di eventi festosi. Come le celebrazioni del Paul Winter Winter Solstice, che celebra il ritorno del sole, attirando migliaia di frequentatori verso i concerti presso St. John the Divine, la più grande cattedrale gotica del mondo. Questo evento annuale, giunto alla sua 31esima edizione, è in genere celebrato il fine settimana precedente il solstizio. Il fulcro della manifestazione è un gigante "Solstice Tree", una scultura in alluminio a spirale di 28 metri, addobbato con centinaia di campane, che rappresentano la diversità della vita sulla Terra.

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Giappone

Partire per scoprire la terra dove sorge il sole tra i ciliegi in fiore,un mondo diverso con una sua filosofia e una sua etica.

Essendo un arcipelago che è stato a lungo semi impermeabile agli influssi stranieri, il Giappone ha sviluppato la sua lunga e complessa storia.

Un viaggio in Giappone quindi non deve sottovalutare questo: che il Sol Levante è un arcipelago, un continente, un mondo, e che tutto ciò che viene da fuori è stato “filtrato”.

La storia del Giappone e la sua cultura, abbandonate le influenze cinesi, si forma in autonomia.

Samurai, Ninja, Geishe, Sumo, manga, sushi le parole iconiche del Sol Levante all’estero.

Ma sono solo una minima parte di una tradizione, di usi e costumi e di storia unici.

Dopo la tragedia della seconda guerra mondiale, il Giappone è risorto, grazie alla sua naturale resilienza, sino ad ergersi  a potenza economica e tecnologica.

Sempre proteso verso un futuro avveniristico ma estremamente radicato in radici profonde che non gelano.

Le quattro isole principali dell’arcipelago nipponico non potrebbero essere più diverse accomunate dall’origine vulcanica,.

A nord Hokkaido, caratterizzato dal clima rigido e coperta per la quasi totalità da stupende foreste ed è la casa del popolo Ainu, distinto dai giapponesi del sud.

L’isola centrale e principale, Honshu, è quella dove vive la maggior parte della popolazione, vi si ergono le immacolate Alpi giapponesi.

Shikoku, la più piccola e abitata; perciò è la più selvaggia, un nuovo mondo tutto da esplorare.

La subtropicale Kyushu invece è un regno termale grazie al fatto che vi si trovano diversi vulcani.

Come le gocce di acqua che stillano dal filo di una katana, a sud si sviluppa l’arcipelago delle Ryuku, le isole con la più alta aspettativa di vita .

Si tratta di isole tropicali, dal clima caldo e dalla vegetazione rigogliosa, una perfetta meta di vacanze.

Parti alla scoperta della spiritualità nei templi antichi o del ritmo frenetico delle metropoli.........c'è solo l'imbarazzo della scelta!

COSA VEDERE

COSA VISITARE

Kyoto: per oltre mille anni Kyoto è stata la capitale del Giappone, nonché il centro religioso più importante dell’arcipelago. Per questo in questa città si trovano i più importanti monumenti e i templi più belli della religione tradizionale shintoista, dal 1994 patrimonio Unesco dell’umanità.

I ciliegi in fiore: con “Hanami” (花見) si intende quella cerimonia in cui si ammira il fiorire dei ciliegi a inizio primavera. Si tratta di una tradizione molto sentita nelle grandi città del Giappone a cui prendono parte milioni di persone.

Cerimonia del tè: un’altra tradizione millenaria del Giappone è il Cha no yu (茶の湯), ovvero la Cerimonia del tè. Un rito che testimonia la ricerca della perfezione nipponica in ogni gesto, è un modo per entrare in contatto con la cultura di questo paese.

Tokyo: capitale e più grande città del Giappone, Tokyo ha un numero innumerevole di volti e di sfaccettature. Si può visitare l’antico Palazzo Imperiale, fare shopping nel quartiere di Shibuya, assistere agli spettacoli tradizionali e scoprire la cultura pop a Akihabara.

Nara: centro storico patrimonio Unesco, è l’altra “capitale” del Giappone. I suoi templi sono antichi e affascinanti, e famosi per i cervi che vi circolano liberamente.

Onsen: un’altra tradizione fondante giapponese è quella degli Onsen, i bagni caldi all’aperto. Un po’ ovunque troverete questi alberghi con terme annesse, dove lavarsi e fare il bagno nudi.

Hokkaido: l’isola più a Nord dell’arcipelago, con una cultura tutta sua, quella degli Ainu. Famosa anche e soprattutto per i suoi magnifici panorami, l’Hokkaido è un gioiello tutto da scoprire.

Monte Fuji: il sacro Monte Fuji è il simbolo del Giappone, nonché il più alto dell’arcipelago. Il Fuji è al centro di un’ampia produzione poetica e artistica, ma è anche un luogo da visitare assolutamente per comprendere la cultura giapponese.

Villaggi tradizionali sulle Alpi: al centro dei monti Hida (le alpi giapponesi) si trovano alcuni antichi villaggi, volutamente conservati in foggia antica. Borghi dell’epoca feudale con splendidi castelli, come Kanazawa e Takayama, dove si prosegue la tradizione di un ricchissimo artigianato locale

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