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Archivi mensili - Dicembre 2019

Giamaica

La Giamaica ti farà scoprire il volto reggae dei Caraibi, un gioiello di spiagge bianche e foreste tropicali. Per farvi intendere bene di ciò che parliamo, il primo nome dell’isola si deve ai Taino, popolazione giunta dal Sud America che la battezzarono “Xaymaca” ovvero “terra ricca di legno ed acqua”.

Tutt’oggi la Giamaica conserva la traboccante natura caraibica che impressionò i suoi primi colonizzatori.  Terra di coloni e pirati, le influenze inglesi si sono imposte su quelle spagnola. La maggior parte della popolazione discende dagli ex schiavi.

Dalla componente etnica originaria dell’Africa discendono le peculiarità culturali che fanno riconoscere la Giamaica nel mondo. In primis la musica reggae, sviluppatasi negli anni 60 e con Bob Marley concentrata sulle tematiche religiose del rastafarianesimo.

Non vanno dimenticate le tradizioni gastronomiche, le più ricche e saporite dei Caraibi.

Un viaggio in Giamaica è un tuffo nel mare dei Caraibi, nella natura e in una cultura iconica e unica.

COSA VISITARE

Il Blue and John Crow Mountains National Park, Patrimonio UNESCO posto a tutela della lussureggiante catena montuosa che raggiunge i 2256 metri e fu rifugio di indigeni Tainos e poi di “maroons”, schiavi neri scappati dalle piantagioni, i quali crearono una vera e propria civiltà “alla macchia”. Famoso il caffè prodotto lungo le pendici dei rilievi.

La Seven Miles Beach spiaggia bianchissima di 10 km, orlata da un folto palmeto che fa ombra a bar e local, ideale per vivere la Giamaica balneare dal mattino al tramonto.

A Montego Bay, vivace cittadina piena di musica e sede, a luglio, del  Reggae Sumfest, la spiaggia di Doctor’s Cave Beach, una delle più famose della Giamaica.

Il Bob Marley Museum di Kingston, la leggendaria icona del reggae, padre spirituale della Giamaica.

Nine Mile, il villaggio dove nel 1945 nacque Bob Marley, dove si possono visitare la sua casa natale e mausoleo.

La Blue Lagoon, specchio d’acqua dolce color smeraldo, nel cuore della vegetazione tropicale, profondo fino a 60 metri.

Ocho RIos, villaggio di pescatori il cui entroterra è ricchissimo di ruscelli e cascatelle che formano piscine e scivoli d’acqua dolce. Nel 1657 gli Inglesi vi sconfissero sonoramente gli Spagnoli, durante la battaglia passata alla storia col nome di Las Chorreras, e presso il poco distante Rio Chico furono girate nel 1962 le scene di Dr. No,  primo episodio della saga di 007, con Sean Connery e Ursula Andress.

Columbus Park, museo en plen air con reperti dell’epoca di Cristoforo Colombo.

Un’escursione lungo le acque del Black River, popolato di coccodrilli e uccelli esotici.

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APP utili in viaggio

Ci sono tantissime app utili quando ci si trova all'estero, qui ve ne indico alcune carine:

MAPS.ME

un app molto utile per risparmiare tanti soldini pagati in giga ( che quando ci troviamo all'estero costano tanto) e serve per scaricare offline le mappe dei luoghi che in cui ci recheremo; le mappe scaricate avranno tutti i punti di interesse in modo da facilitarci l'uso.

TRIPLINGO

questa è un app che ci aiuta a conoscere " l'etichetta" del posto in cui ci troviamo : ad esempio se ci troviamo in Giappone e brindiamo con qualcuno, evitiamo assolutamente di dire cin cin perchè in giapponese significa pene, proprio così il significato è l'organo sessuale maschile

oppure è meglio non sorridere ad uno sconosciuto in Russia in quanto viene interpretato come un segno di non cortesia.

FLUSH TOILET FINDER

un app utilissima in caso di emergenza in quanto ci segnala le toilet pubbliche oppure bagno di un locale più vicine a dove ci troviamo.

PACKPOINT TRAVEL PACKING LIST

app che ti aiuta a decidere cosa mettere in valigia. Il bagaglio è un punto cruciale di ogni viaggio e il rischio di lasciare qualcosa fuori è sempre in agguato. PackPoint è un’app gratuita che, raccogliendo informazioni sulle nostre destinazioni, ci aiuta a scegliere cosa mettere in valigia e non dimenticare niente a casa.

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Hawaii

Una viaggio alle Hawaii permette di scoprire un pezzo di Polinesia negli USA. L’arcipelago vulcanico, composto da otto isole principali –  Niihau, Kauai, Oahu, Molokai, Lanai, Kahoolawe, Maui e Hawaii (Big Island) – e da circa 130 scogli satellite, dopo essere entrato nell’orbita statunitense a partire da metà 800, ne è divenuto il 50° ed ultimo stato nel 1959.

Posizionate a circa 4000 km dalla costa americana, il primo sostrato etnico delle Hawaii fu probabilmente costituito da gruppi umani provenienti tra 500 e 800 d.c. dalle Isole Marchesi che, nella loro lingua polinesiana, ribattezzarono la nuova dimora con il termine, riscontrato anche tra i Maori, che indica la “patria spirituale”, il rifugio degli antenati, una Terra Promessa sperduta nel seno azzurro dell’Oceano Pacifico. Fino all’arrivo degli Europei, giunti al seguito di James Cook nel 1778, le Hawaii dovettero rappresentare un paradiso ancestrale, sottratto alle vicende della storia. La terra dell’Aloha, l’amore accogliente, aperto, pacifico. L’isola che non c’è.

Mare, surf (già James Cook descriveva, nei suoi diari, l’abilità con cui gli hawaiani cavalcavano le onde grazie all’arte dell’he’e nalu), biologia, vulcanologia, astronomia, etnologica. Tutto ciò sono delle vacanze Hawaii, in grado di soddisfare i gusti più disparati.

Big Island, o Hawaii, l’isola più estesa (10.432 kmq su 28.000 totali), è dominata dalle massime vette vulcaniche dell’isola, il Mauna Kea (4205 metri che, se misurati dalla base, concorrono ad eleggerlo montagna più alta della Terra, con 9.966 metri) e il Mauna Loa (4170 metri), per volume il più grande vulcano attivo al mondo. Le pendici dei rilievi interni sono solcate, come un’enorme acquasantiera, da ruscelli e cascate (si segnalano, nella valle di Kohala, salti che superano i 600 metri) che si riversano verso spiagge di magma nero solidificato.

Oahu, la terza isola per estensione, è invece quella maggiormente popolata, con circa 1 milioni di abitanti, concentrati in buona parte nell’area metropolitana di Honolulu, città poliedrica e dall’affascinante sincretismo di stili architettonici e urbani.

Maui, la seconda isola, dominata dal vulcano Haleakalā, alto oltre 3000 metri, famosa per le coltivazioni di ananas, caffè, canna da zucchero e papaya, presenta scenari naturalistici intatti e il brio notturno di Lahaina, capitale hippy del Pacifico.

Degne di note anche le isole di Kauai, caratterizzata da un microclima tropicale che alterna paludi, tratti di spessa giungla e spettacolari formazioni geologiche, e la sinistra Lanai, lasciata disabitata per oltre 1000 anni dagli indigeni perché ritenuta infestata da spiriti maligni.

COSA VISITARE

L’ USS Arizona Memorial, a Pearl Harbor, vicino Honolulu, nel luogo dell’attacco sottomarino e aereo giapponese del 7 dicembre 1941 che scatenò l’ingresso degli USA nella Seconda Guerra Mondiale.

Hawaii Volcanoes National Park, dichiarato Patrimonio UNESCO, esteso su Big Island: al suo interno ricadono il Mauna Loa e il Kīlauea, notevolmente più basso, ma tra i più attivi della Terra.

Il Mauna Kea, alla lettera “montagna bianca”, il più alto rilievo della terra se lo si misura dalla superficie marina (9.970 metri): le sue lande vulcaniche, considerate il miglior luogo per l’osservazione astronomica nell’emisfero boreale, ospitano i potenti telescopi installati dall’Università delle Hawaii in cooperazione con istituzioni scientifiche di tutto il mondo, dal Giappone al Canada, tra cui spiccano il Subaru nipponico, dotato di uno specchio del diametro di 8.1 metri, e il Gemini North, altro gigante di 8 metri che lavora congiuntamente al suo gemello del Cerro Pachón, in Cile.

Hanauma Bay, profonda insenatura tufacea famosa per le sue acque cristalline, incluse in una Nature Preserve che salvaguarda oltre 400 specie di pesci e tartarughe verdi.

La Road to Hana, 103 km di curve che serpeggiano lungo i fianchi tropicali della costa settentrionale di Maui, a strapiombo sull’Oceano, una delle strade panoramiche più spettacolari del mondo.

L’Haleakala National Park, esteso a salvaguardia dell’area occupata dall’omonimo vulcano, con i suoi 3055 metri il più alto di Maui: particolarmente apprezzati i “sunrise tour” per ammirare l’alba ad alta quota.

LaNa Pali Coast, il tratto costiero più possente e magnifico delle Hawaii, sull’isola di Kauai

Hōnaunau National Historical Park, sito archeologico di Big Island, con i resti del del “pu’uhonua”, una sorta di carcere dove venivano confinati coloro che infrangevano il “kapu”, l’antica legge hawaiana. Notevoli i “kii”, monoliti lignei con lo sguardo puntato verso l’Oceano.

Le piantagioni di caffé di Kona, su Big Island, propiziate dall’altitudine elevata delle dorsali collinari, dalla copertura nuvolosa che forma un microclima umido ideale e dal ricco terreno formato dalle colate dello Hualalai.

The Merrie Monarch Festival, celebrazione annuale (Marzo-Aprile) che valorizza il folklore hawaiano, perfetta per scoprire tradizioni come la danza della hula, praticata con i tipici costumi e la ghirlanda lei, simbolo di concordia e benvenuto, e assaggiare la kava, bevanda utilizzata nelle cerimonie sacrali e politiche che rappresenta forse l’autentico collante di tutte le genti polinesiane.

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Cina

La Cina è di sicuro il più grande Paese al mondo. Non solo perché è il secondo più popolato del globo e uno dei più estesi, ma perché all’interno dei suoi confini c’è un vero e proprio mondo, con infiniti ecosistemi e ambienti, con grandi città, deserti, foreste e montagne impervie. Un viaggio Cina deve per forza mettere in conto di non poter contemplare la totalità delle sfaccettature della Repubblica Popolare, ma deve essere una scelta precisa, come una lente d’ingrandimento, per poter comprendere il più possibile la “galassia cinese”.
Cultura, storia, arte, natura, tecnologia, teatro, enogastronomia: sono infiniti i filoni che possono condurre un viaggio in Cina. Infondo stiamo parlando di un paese con oltre 4.000 anni di storia e che nonostante tutto continua a guardare al futuro. La Cina è costellata di siti archeologici e culturali dove ammirare lo splendore di una civiltà antichissima e complessa: ovviamente non è possibile non citare la Grande Muraglia Cinese, la Città Proibita di Pechino e l’Esercito di Terracotta di Xian, ma alcune perle come le pagode dello Yunnan, le grotte sacre del Gansu, le città antiche del Guangxi e il folklore di una delle 56 etnie cinesi riconosciute sono tesori che vale la pena scoprire. Come abbiamo detto anche gli estremamente variegati ambienti della Cina sono un ottimo spunto di viaggio: si va dalle lande glaciali della Manciuria all’isola tropicale di Hainan, dal Deserto dei Gobi alle foreste del basso corso del fiume Yangtze (fiume Azzurro), dalle steppe della Mongolia Interna alle valli himalayane dello Yunnan. Di grande interesse risultano poi anche le metropoli moderne della Cina, cresciute negli ultimi trent’anni in maniera vertiginosa ma che non hanno mancato di sintetizzare voglia di innovazione e rispetto delle tradizioni: fra le più importanti ci sono Pechino, la capitale, Shanghai,il cuore economico, Hong Kong e Macao, centri finanziari dall’amministrazione autonoma e speciale.
Partire per un viaggio o un tour in Cina vuol dire affacciarsi su tutto questo e su molto altro. Perché “Un lungo cammino, inizia sempre con un piccolo passo”. Mao Zedong

COSA VISITARE

Pechino: la capitale della Repubblica Popolare conserva il fascino immutato dell’antichità. Assolutamente impedibili sono la Città Proibita, Piazza Tienanmen e il Tempio del Cielo.

Chengdu: capoluogo della provincia dello Sichuan, Chengdu è rinomata per la sua cucina, che gli stessi cinesi ritengono la più squisita del paese, e per la riserve di conservazione, dove incontrare i simpatici panda!

Xi’an: antica città dal fascino medievale, con un centro storico che mantiene l’impostazione del passato con bazar e botteghe, Xi’an è anche famosa per la vicina Tomba del Primo Imperatore Qin con il famosissimo Esercito di Terracotta.

La Grande Muraglia: quasi 6.500 chilometri di estensione, costruita a partire dal 215 a.C., la Grande Muraglia è sicuramente uno dei simboli più famosi e iconici di tutta la Cina.

Yunnan: alle pendici dell’Himalaya si trova questa valle fatata, ricca di monumenti e panorami incantati. Abitata da diverse etnie tipiche, è il luogo da visitare per conoscere la diversità della Cina.

Fiume Yangtze: uno dei fiumi più lunghi del mondo, lo Yangtze percorre tutta la Cina, da Ovest a Est. Per questo il suo corso è spesso solcato da navi da crociera e piccole barche di bambù. Una navigazione sullo Yangtze è una esperienza imperdibile.

Suzhou: chiamata anche la “Venezia Cinese”, Suzhou è una deliziosa città solcata da mille canali, con costruzioni storiche ed edifici che risalgono al XVI secolo. E’ anche famosa per le sue rinomate e raffinate case da tè.

Hong Kong: colonia britannica fino al 1997, Hong Kong è una città dove la modernità si fonde con l’antica Cina. Una città tutta da scoprire, sempre vivace e attiva a qualsiasi ora del giorno.

Guilin: capoluogo della regione storica dello Zhuang si trova a poca distanza da alcune delle più importanti attrazioni della provincia, come la Collina della Proboscide d’Elefante sul fiume Li e l’antica città di Lijiang.

Zhangye Danxia: le colline colorate di Zhangye Danxia sono l’incredibile frutto di una trasformazione morfologica di milioni di anni. Oggi queste rocce variopinte nel Deserto dei Gobi stupiscono i visitatori di tutto il mondo e sono un patrimonio Unesco.

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Cuba

Un viaggio a Cuba significa immergersi in un mare senza eguali con gli occhi rivolti ad una cultura secolare. Perché un viaggio a Cuba rappresenta la via preferenziale per fare ingresso nell’anima latina, ispanica, creola e sensuale dei Caraibi? Non solo perché l’isola conta oltre 1600 cayos e isolotti.

Un viaggio a Cuba offre al viaggiatore esperienze oltre il semplice turismo balneare. Notevoli l’architettura e capolavori artistici nello stile, sontuoso e decadente insieme, del barocco coloniale.

Gli ecosistemi agricoli basati sulle piantagioni di caffè e canna da zucchero che esaltano, quasi in una sfida vegetale, la natura lussureggiante dei tropici. L’’anima creola diffusa si esprime tanto nella gastronomia e nella rumba.

Un popolo di radicata spiritualità cattolica che è stato protagonista di una delle rivoluzioni marxiste fondamentali nella storia del 900, foriera di un modello sociale ed economico che ha ispirato intere generazioni politiche in tutto il pianeta, affascinate anche dal carisma eroico di icone come Fidel Castro ed Ernesto Che Guevara.

Cuba è un viaggio tra mare e cultura, un paese affascinante e autentico che trasmette le più variate emozioni e, al ritorno, lascia una nostalgia dolce di ciò che si è visto e vissuto.

Un itinerario tra brusio di voci, volti e gesti accoglienti, che sfumeranno in un tramonto dorato, ammirato dal terrazzino di una casa particular, magari assaporando l’aroma di un sigaro. Con il giorno che si dilegua dolcemente e la notte coi suoi ritmi che avanza vigorosamente

COSA VISITARE

Cuba è un paese affascinante e ricco di luoghi e destinazioni interessanti. Scopri qui i nostri suggerimenti su cosa vedere a Cuba:

La Habana Vieja. centro storico coloniale della capitale dichiarato Patrimonio dell’UNESCO per il suo eccezionale valore architettonico ed artistico, frutto della commistione tra la fondamentale impronta barocca e i successivi stili neoclassico, eclettico e liberty di provenienza americana. Imperdibili le settecentesche cattedrale di San Cristobal e basiliche di San Francesco d’Assisi e di Paola, le coeve fortezze del Morro, del Castillo de La Real Fuerza e di San Carlos de la Cabaña, il Paseo del Prado, l’imponente struttura del Capitolio, edificato negli anni 20 del 900 ispirandosi alla Casa Bianca, i mitici locali Bodeguita del Medio e Floridita, amati da Hemingway.

Il centro storico di Camagüey. uno dei primi sette villaggi fondati dagli Spagnoli a Cuba, dichiarato Patrimonio UNESCO grazie a una fisionomia ben delimitata che presenta una ricca stratificazione di stili artistici e architettonici, dal barocco all’Art Nouveau.

La cittadina coloniale di Trinidad, appollaiata di fronte al Mar dei Caraibi, alle falde della Sierra del Escambray, con il Convento di San Francesco, le rovine della Chiesa di Sant’Anna e l’incantevole Plaza Mayor. Il centro è stato dichiarato Patrimonio UNESCO insieme alla vicina Valle de los Ingenios, spaccato rurale e tropicale delle piantagioni di canna da zucchero, visitabile mediante un treno a vapore. Da non perdere il cocktail locale, la Canchanchara.

Il Castello di San Pedro de la Roca, noto anche come “del Morro”, costruito nel 1637 su progetto dell’architetto italiano Giovan Battista Antonelli e dichiarato Patrimonio dell’UNESCO.

Cienfuegos, la “Perla del Sur”, fondata nel 1819 col nome di Fernandina de Jagua da un gruppo di immigrati francesi che giungevano da Bordeaux e dalla Louisiana: l’apporto transalpino ben si riflette nel nucleo storico, dove si trova la più alta concentrazione di edifici neoclassici di tutti i Caraibi, esempio di impianto urbanistico razionalista inserito nei Patrimoni UNESCO.

Tra le spiagge, Varadero, con la Playa Azul e la barriera corallina, Guardalavaca, dove approdò Cristoforo Colombo, e Playa las Coronadas, dove sbarcarono nel 1956  Fidel Castro, Che Guevara e Raul Castro, oggi tutelato, inclusa nel Parco nazionale sbarco del Granma, che si estende anche verso le spettacolari formazioni carsiche interne, ripide e ammantate di foresta tropicale, Patrimonio UNESCO.

Valle Viñales, nella sezione occidentale di Cuba, profonda depressione carsica punteggiata di grandi affioramenti ricchi di grotte (come la Cueva del Indio) in cui si alternano campi di tabacco e tratti di bosco lussureggiante popolati da numerose specie animali endemici, il che le è valso l’inserimento nei Patrimoni UNESCO. Nei dintorni importante il ciclo di affreschi rupestri Mural de la Prehistoria, realizzati nel 1961 da Leovigildo González Morillo.

Il Parco Nazionale Alejandro de Humboldt, sulla costa nord-orientale, 70 mila ettari di ecosistema montano e costiera dall’eccezionale biodiversità floro-faunistica, dovuta ai meccanismi di adattamento, specie vegetale, alle rocce tossiche del suolo, Patrimonio UNESCO.

cayos, le piccole isole satellite che compongono l’arcipelago di Cuba (se ne contano circa 1600), piccoli paradisi ideali per abbandonarsi al relax balneare.

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Mitica California

La California è, degli States, il più popoloso e il terzo per estensione. Il suo territorio include ecoregioni e paesaggi molto variegati. Dal lungo sviluppo costiero sull’Oceano Pacifico – dominato, a Nord, dalle foreste di sequoie e abeti di Douglas tipiche dei climi temperati freschi, mentre a Sud si allungano le propaggini accecanti del Deserto del Mojave, in un’ambientazione già schiettamente messicana, – alla corona interna della Sierra Nevada che, con i 4421 metri del Monte Whitney, rappresenta il tetto degli Stati Uniti contigui, cioè Alaska e Hawaii esclusi, e include, nel suo complesso orografico, tanto gli scenari alpini dello Yosemite, scroscianti d’acque, quanto la depressione arida della Death Valley, dove si scende al punto più basso della Confederazione, presso Badwater Basin. In mezzo s’avvalla l’ampio bacino fertile della Valle Centrale (California Central Valley), l’Eden fruttifero agognato dai braccianti in fuga dal dust bowl, uno dei distretti agricoli più produttivi del pianeta, che provvede a metà del fabbisogno americano. Non finiscono qui gli elementi che fanno intuire la ricchezza di un viaggio in California. Basti pensare che se il cosiddetto Golden State fosse una nazione autonoma, esso vanterebbe la 6° economia mondiale. Oltre al settore primario, il XX° secolo ha visto lo sviluppo dell’industria cinematografica di Hollywood, a partire dagli anni 20, e, poco dopo, dell’informatica nella Sylicon Valley, con i primi esperimenti condotti in un box di Palo Alto da Hewlett e Packard. Storia ricorrente, in queste zone, come testimonierà, qualche decennio più in là, Steve Jobs. Al dinamismo socio-economico si è accompagnato, durante il 900, uno scenario culturale vivacissimo, favorito da un’atmosfera sgombra, quella della fine di un continente, dell’East e dei suoi pregiudizi europei, la costa del sole e della libertà. Un miraggio esotico, un Messico dentro casa, parafrasando il poeta Robinson Jeffers: “la California è candida come bucato e ha la testa vuota“ scrisse Jack Kerouac in On The Road, romanzo che, in riva al Pacifico, divenne il vangelo, prima Beat e in seguito Hippy, di un vasto movimento generazionale non ancora esaurito, nel fervido laboratorio creativo degli USA.

Uno spirito che affonda le proprie radici nella pionieristica California Gold Rush, nel corso dell’800, quando la propensione squisitamente americana alla proiezione in avanti, verso la conquista di una frontiera sempre nuova, fecondò il luminoso paradiso, punteggiato di missioni francescane e ranchos, retaggio della dominazione coloniale spagnola, che sedusse addirittura i Russi, spintisi fino alle porte di San Francisco con l’avamposto di Fort Ross. Insomma, chi scelga di trascorrere delle vacanze in California avrà a disposizione una gamma di esperienze vastissima (cfr. le attrazioni imperdibili nella sezione cosa visitare). Natura, con due Parchi Nazionali, Redwood e Yosemite, Patrimonio UNESCO, e decine di aree protette che tutelano un patrimonio floro-faunistico eccezionale. Mare, dalle spettacolari scogliere di Big Sur alle ampie spiagge della zona meridionale, frequentate dai surfisti di ognidove. Enogastronomia, con disparate tradizioni culinarie e le eccellenze vitivinicole della Napa Valley e della Sonoma Valley. Storia e cultura, dai piccoli centri sospesi nel tempo e dai villaggi fantasma dei cercatori d’oro al vociare convulso delle metropoli, San Francisco, Los Angeles e San Diego in testa. Senza dimenticare il concetto cardine di questa terra. Il futuro.

COSA VISITARE

Redwood National Park, straordinario ecosistema che si affaccia sull’estrema parte settentrionale della costa californiana, dichiarato Patrimonio UNESCO per il suo valore naturalistico costituito principalmente dalle sequoie sempreverdi, i più grandi alberi e organismi viventi del mondo, caratterizzati da una colorazione rossastra della corteccia.

San Francisco, la città simbolo dell’avanguardia, della controcultura, dell’apertura, del melting pot culturale. I must da visitare sono il Civic Center, Union Square, Chinatown, Fisherman’s Wharf e Alcatraz Island, il Pier 39 affollato di leoni marini e il Golden Gate Bridge.

Big Sur, la “costa dei poeti” disegnata dai monti Santa Lucia che calano a picco sulle onde, percorsa dalla scenografica Pacific Coast Highway. Questo susseguirsi di scogliere fu fonte di ispirazione per Miller e Kerouac. Imperdibili il Bixby Bridge, l’Henry Miller Memorial Library, la caletta di Partington Cove.

Yosemite National Park, uno dei parchi americani più visitati, anch’esso Patrimonio UNESCO. Questo santuario granitico della Sierra Nevada, ammantato da boschi di sequoie giganti abbeverati dai ruscelli limpidi che si diramano da cascate impressionanti, come le Yosemite Falls, alte ben 700 metri, è un tempio di biodiversità, con numerosissime specie di pianti e animali.

Sequoia National Park. contiguo al Kings Canyon, col quale compone una Biosfera UNESCO, nei cui confini sono inclusi il Monte Whitney (4421 metri), il tetto degli Stati Uniti escludendo Alaska e Hawaii, e la sequoia Generale Sherman, che nei suoi circa 2500 anni ha raggiunto una statura di quasi 84 metri, l’essere dotato di vita più grande del pianeta.

La Napa Valley, con 400 cantine uno dei distretti vitivinicoli (inaugurato dagli Spagnoli) più importanti e pregiati al mondo, famoso soprattutto per la produzione di Cabernet Sauvignon..

Death Valley National Park, area protetta estesa sulla cosiddetta “Valle della Morte”, un vero concentrato di primati, risultando il più esteso a livello continentale, il più caldo e il più basso. Si tratta di una depressione (Badwater, bacino di sale a -86 metri popolato da crostacei di ignota provenienza, è il punto più profondo degli States) lunga 225 km e larga circa 40, un tempo occupata da un mare evaporato, il cui nome sinistro è emblematico di un ambiente antitetico alla vita, rugoso, assetato, inciso da calanchi, come a Zabriskie Point, e coronato da picchi vulcanici che superano i 3000 metri.

Los Angeles, seconda area metropolitana degli USA dopo New York, un vero simbolo della California. Imperdibili Hollywood, la capitale mondiale del cinema, il TLC Chinese Theatre (noto in precedenza come e Grauman’s Chinese Theatre e Mann’s Chinese Theatre), Beverly Hills, con le dimore da sogno dei V.I.P., lo storico Osservatorio Griffith, gioiello art dèco del 1935 da cui si gode una vista magnifica sulla città, Sunset Boulevard, strada dei miti della musica con gli studi Sunset Sound e United Western, il Disneyland di Anaheim, primo parco tematico della storia. La vicina Santa Monica, sull’Oceano, offre il famoso  wharf, dove termina la Route 66.

San Diego, con il celebre zoo, inaugurato nel 1915, uno dei principali al mondo con 4000 specie ospitate, il San Diego Air & Space Museum, all’interno di Balboa Park, che racconta l’importante ruolo della California nell’astronautica statunitense, e l’imponente portaerei USS Midway.

Joshua Tree National Park, una delle aree protette più incontaminate dell’intera California, all’incrocio tra i deserti del Mojave e quello del Nevada, così chiamato dalle distese di Yucca, i cui rami contorti ricordarono ad alcuni pionieri le braccia di Giosuè. I numerosi “monadnock”, nient’altro che affioramenti granitici formati, in remote epoche geologiche, da un processo di raffreddamento e solidificazione della lava, sono una palestra apprezzatissima dagli appassionati di arrampicata.

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Come si celebra il solstizio d’inverno nel mondo

COME SI CELEBRA IL SOLSTIZIO D'INVERNO NEL MONDO

Il solstizio d'inverno, quest'anno atteso nella notte tra il 21 e il 22 dicembre, è stato da sempre celebrato nel mondo da un considerevole numero di feste tradizionali. Queste onorano il ritorno della luce durante i giorni più bui dell'anno.

Per molte culture, le lunghe giornate segnate dal buio invernale sono spesso associate anche a sentimenti di paura mista alla speranza per una nuova rinascita. I rituali che si celebrano da millenni propiziano, dunque, il ritorno del sole dopo il lungo inverno e anche molte tradizioni più moderne sono radicate nei costumi antichi, come ad esempio l'abitudine di portare piante sempreverdi nelle case per simboleggiare la durata della vita o accendere le candele per propiziare la luce e la fertilità.

Proponiamo.quindi, un giro del mondo tra antiche e moderne tradizioni per celebrare il solstizio d'inverno.

Stonehenge (Wiltshire, Regno Unito)

Le origini di questo monumento preistorico non sono ancora chiare. Tuttavia, è ormai stato appurato come il sole si insinui perfettamente tra le due pietre verticali, denominate del Grande Trilithon. Sin dalle prime ore del mattino, il sito è aperto per consentire a migliaia di appassionati e curiosi di celebrare l'alba in un'atmosfera spirituale, intrisa di musica tradizionale, fuochi e lanterne.

Lantern Festival (Vancouver, Canada)

The Secret Lantern Society organizza ogni anno processioni illuminate, musica e performance artistiche nei quattro quartieri di Vancouver. Vagando per le strade della città, tra percorsi illuminati da candele, è possibile beneficiare di un ambiente rilassante che unisce passato e futuro.

Kensington Market Winter Solstice (Toronto, Canada)

La città canadese illumina la notte più lunga dell'anno con una spettacolare festa di luci, alla quale prendono parte mangiatori di fuoco e giocolieri, ballerini e musicisti.

Bruciare gli orologi (Brighton, Regni Unito)

Si tratta di una processione illuminata organizzata negli ultimi venti anni. Oggi 2 mila manifestanti e circa 20 mila spettatori prendono parte ai festeggiamenti. I partecipanti, con in mano lanterne e festoni, passeggiano per la strada e fanno dei grandi falò con gli orologi, a significare il passaggio del tempo.

Yule Log (Riga, Lettonia)

La tradizione natalizia si trova in molte culture europee. Il Museo Etnografico della Lettonia conserva le tradizioni popolari lettoni ancora vive nella capitale, mentre per i mercatini della città girovagano mascherati terrificanti spiriti maligni, il cui compito è quello di “raccogliere” i problemi dell'anno appena trascorso.

Vilnius, Lituania

Nella vicina Lituania, tradizione vuole che il rito natalizio veda la comunità trascorrere la notte più lunga dell'anno trascinando ceppi di alberi a casa della gente per raccogliere gli spiriti oscuri. Lo scopo è quello di portare via l’energia negativa e dare il benvenuto al sole.

Montol Eve (Penzance, Regno Unito)

La gente di questa città del sud-ovest dell'Inghilterra si veste con costumi di danza tradizionali, che ricordano quelli tipici del carnevale di Venezia. Una fiaccolata, soprannominata il "fiume di fuoco", giunge fino al punto più alto della città per accendere un faro e illuminare la gente.

Dongzhi Festival (Cina)

Il solstizio d'inverno è una festa importante anche in Cina e in altre parti dell'Asia orientale, dove i festeggiamenti risalgono alla dinastia Han (206 a.C. - 220 d.C.). Inoltre, il solstizio è connesso alla filosofia yin e yang, che prevede il ritorno dell’energia positiva yang. In tutta la Cina, la gente si riunisce con la famiglia per le feste e visita i templi per onorare i propri antenati.

Fire Walking Festival (Sakuragawa, Giappone)

A un paio di ore a nord di Tokyo, il Saenazumi Jinja Shrine Kabasan tiene un festival annuale in cui i monaci camminano a piedi nudi sulle braci pregando per la salute e il benessere della comunità. Una volta che il fuoco si è raffreddato, tutti possono emulare le prodezze dei monaci.

Montol Festival (Inghilterra)

Falò, lanterne, balli in maschera, canti tradizionali e mercatini di Natale che vendono artigianato locale sono le attrazioni delle celebrazioni stagionali della Cornovaglia. La vigilia del solstizio d'inverno è celebrata come la data del compleanno di Re Artù. Inoltre, si festeggia con l'accensione del "mock", un ceppo natalizio gigante. Il festival si svolge la settimana prima del solstizio stesso, tra il 14 e il 21 dicembre. E tutti sono invitati ad indossare abiti bianchi e neri, i colori propri delle vesti della Cornovaglia, che per secoli si sono indossati durante le festività del solstizio stagionale.

Newgrange (Irlanda)

La tomba megalitica di Newgrange, datata più di 5 mila anni, è uno dei luoghi più straordinari del mondo per trascorrere solstizio. La struttura misura 19 metri e, se si è abbastanza fortunati, è possibile vederla inondata di luce alle prime luci del giorno del solstizio d'inverno. Il fenomeno dura 17 minuti e si ripete per qualche mattina successiva su entrambi i lati della tomba. L'ingresso alla camera è proibitivo, viste le numerose richieste per visitare il sito proprio il giorno del solstizio per assistere al fenomeno.

Makar Sankranti (India)

Questa festa del raccolto Hindu è di buon auspicio e si contraddistingue per il fervore e l’allegria. Si celebra in tutta l'India il 14 gennaio di ogni anno. Sebbene in ritardo rispetto al solstizio, la giornata è dedicata a celebrare l'ascesa del Dio sole nell'emisfero settentrionale. Per gli indù, e come per molti popoli del mondo, il Sole sta a simboleggiare la conoscenza, la luce spirituale e la saggezza. Makar Sankranti significa, infatti, un invito ad allontanarsi dalle tenebre dell'illusione ed orientarsi verso una nuova vita, illuminata dalla luce interiore e da una crescente purezza, saggezza e conoscenza.

Paul Winter Annual World Music Celebration (New York)

Anche in una città gigante come la Grande Mela si può assistere ad un emozionante caleidoscopio di eventi festosi. Come le celebrazioni del Paul Winter Winter Solstice, che celebra il ritorno del sole, attirando migliaia di frequentatori verso i concerti presso St. John the Divine, la più grande cattedrale gotica del mondo. Questo evento annuale, giunto alla sua 31esima edizione, è in genere celebrato il fine settimana precedente il solstizio. Il fulcro della manifestazione è un gigante "Solstice Tree", una scultura in alluminio a spirale di 28 metri, addobbato con centinaia di campane, che rappresentano la diversità della vita sulla Terra.

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Giappone

Partire per scoprire la terra dove sorge il sole tra i ciliegi in fiore,un mondo diverso con una sua filosofia e una sua etica.

Essendo un arcipelago che è stato a lungo semi impermeabile agli influssi stranieri, il Giappone ha sviluppato la sua lunga e complessa storia.

Un viaggio in Giappone quindi non deve sottovalutare questo: che il Sol Levante è un arcipelago, un continente, un mondo, e che tutto ciò che viene da fuori è stato “filtrato”.

La storia del Giappone e la sua cultura, abbandonate le influenze cinesi, si forma in autonomia.

Samurai, Ninja, Geishe, Sumo, manga, sushi le parole iconiche del Sol Levante all’estero.

Ma sono solo una minima parte di una tradizione, di usi e costumi e di storia unici.

Dopo la tragedia della seconda guerra mondiale, il Giappone è risorto, grazie alla sua naturale resilienza, sino ad ergersi  a potenza economica e tecnologica.

Sempre proteso verso un futuro avveniristico ma estremamente radicato in radici profonde che non gelano.

Le quattro isole principali dell’arcipelago nipponico non potrebbero essere più diverse accomunate dall’origine vulcanica,.

A nord Hokkaido, caratterizzato dal clima rigido e coperta per la quasi totalità da stupende foreste ed è la casa del popolo Ainu, distinto dai giapponesi del sud.

L’isola centrale e principale, Honshu, è quella dove vive la maggior parte della popolazione, vi si ergono le immacolate Alpi giapponesi.

Shikoku, la più piccola e abitata; perciò è la più selvaggia, un nuovo mondo tutto da esplorare.

La subtropicale Kyushu invece è un regno termale grazie al fatto che vi si trovano diversi vulcani.

Come le gocce di acqua che stillano dal filo di una katana, a sud si sviluppa l’arcipelago delle Ryuku, le isole con la più alta aspettativa di vita .

Si tratta di isole tropicali, dal clima caldo e dalla vegetazione rigogliosa, una perfetta meta di vacanze.

Parti alla scoperta della spiritualità nei templi antichi o del ritmo frenetico delle metropoli.........c'è solo l'imbarazzo della scelta!

COSA VEDERE

COSA VISITARE

Kyoto: per oltre mille anni Kyoto è stata la capitale del Giappone, nonché il centro religioso più importante dell’arcipelago. Per questo in questa città si trovano i più importanti monumenti e i templi più belli della religione tradizionale shintoista, dal 1994 patrimonio Unesco dell’umanità.

I ciliegi in fiore: con “Hanami” (花見) si intende quella cerimonia in cui si ammira il fiorire dei ciliegi a inizio primavera. Si tratta di una tradizione molto sentita nelle grandi città del Giappone a cui prendono parte milioni di persone.

Cerimonia del tè: un’altra tradizione millenaria del Giappone è il Cha no yu (茶の湯), ovvero la Cerimonia del tè. Un rito che testimonia la ricerca della perfezione nipponica in ogni gesto, è un modo per entrare in contatto con la cultura di questo paese.

Tokyo: capitale e più grande città del Giappone, Tokyo ha un numero innumerevole di volti e di sfaccettature. Si può visitare l’antico Palazzo Imperiale, fare shopping nel quartiere di Shibuya, assistere agli spettacoli tradizionali e scoprire la cultura pop a Akihabara.

Nara: centro storico patrimonio Unesco, è l’altra “capitale” del Giappone. I suoi templi sono antichi e affascinanti, e famosi per i cervi che vi circolano liberamente.

Onsen: un’altra tradizione fondante giapponese è quella degli Onsen, i bagni caldi all’aperto. Un po’ ovunque troverete questi alberghi con terme annesse, dove lavarsi e fare il bagno nudi.

Hokkaido: l’isola più a Nord dell’arcipelago, con una cultura tutta sua, quella degli Ainu. Famosa anche e soprattutto per i suoi magnifici panorami, l’Hokkaido è un gioiello tutto da scoprire.

Monte Fuji: il sacro Monte Fuji è il simbolo del Giappone, nonché il più alto dell’arcipelago. Il Fuji è al centro di un’ampia produzione poetica e artistica, ma è anche un luogo da visitare assolutamente per comprendere la cultura giapponese.

Villaggi tradizionali sulle Alpi: al centro dei monti Hida (le alpi giapponesi) si trovano alcuni antichi villaggi, volutamente conservati in foggia antica. Borghi dell’epoca feudale con splendidi castelli, come Kanazawa e Takayama, dove si prosegue la tradizione di un ricchissimo artigianato locale

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Dubai e Abu Dhabi

DUBAI

Fra nuove attrazioni, grattacieli sempre più vertiginosi, cambiamenti nell’offerta di strutture ricettive e attività turistiche, in primis c’è Dubai.

Un viaggio a Dubai è sempre una novità, anche per chi afferma di conoscere bene la città. Una città cosmopolita, adatta a tutte le tipologie di turisti, con un’offerta praticamente infinita a disposizione del viaggiatore, la scelta di una vacanza a Dubai ha mille, incredibili, sfaccettature.

La storia di Dubai segue quella degli Emirati Arabi Uniti, di cui fa parte: un passato fatto di tradizioni, cultura, di pastorizia legata alle oasi e di fiorente pesca alle perle del Golfo.

Lo skyline di Dubai, sempre in evoluzione, è uno spettacolo esclusivo da gustarsi giorno e notte, con il capolavoro e pezzo più pregiato che svetta fra le altre opere: il Burj Khalifa, il grattacielo più alto del mondo.

Essendo un centro finanziario ed economico di livello mondiale, i capitali hanno permesso alla città di svilupparsi molto dal punto di vista culturale negli ultimi anni.

Spettacoli teatrali, visual arts, gallerie d’arte moderna o antica e islamica, un’attenzione al cinema senza precedenti e concerti di musica internazionale o tradizionale rendono un viaggio a Dubai un’esperienza unica dal punto di vista intellettuale.

Destinazione adatta a qualsiasi tipo di turista, dalle coppie alle famiglie con bambini, dai singoli ai viaggi di gruppo, sarà facile lasciarsi ammaliare da una delle sfaccettature di un viaggio a Dubai.

Per i più piccoli da scoprire ci sono i tantissimi parchi a tema della città: da Legoland al Motiongate, passando per lo IMG World of Adventure e finendo in uno dei tantissimi Acquapark.

Dubai è anche la capitale dello shopping modaiolo ma non può mancare una sosta in  uno dei tantissimi suq.

COSA VISITARE

I Souq di Dubai: Tornate indietro nel tempo nel cuore di Dubai, dove i frenetici souq metteranno alla prova i vostri sensi, con rumori, colori e profumi intensi. Seguite il vostro naso fino al souq dei profumi e cedete al vostro desiderio di ambiti gioielli e metalli preziosi al souq dell’oro. Attraversate Dubai Creek per poi girovagare nel soq dei tessuti a Bur Dubai e immergetevi tra sete colorate e tessuti ricamati. Se invece cercate una visione più contemporanea dei mercati arabi, recatevi al suk Madinat Jumeirah a Madinat Jumeirah e al suk Al Bahar, di fronte alla Dubai Fountain, per trovare dei bei ricordini da portare a casa.
Lo Shopping: Con centri commerciali di prima scelta che portano l’esperienza dello shopping a nuovi livelli, Dubai è un luogo in cui potrete fare acquisti fino allo sfinimento senza saziare comunque la vostra voglia di shopping. Dall’imponente Dubai Mall, il più vasto centro commerciale al mondo, all’abbagliante Ibn Battuta Mall, ispirato a delle meraviglie internazionali, questi mega-complessi sono pieni di offerte di intrattenimento per grandi e piccini. Inoltre, quando sarete stanchi di fare shopping, potrete sciare lungo una montagna innevata al coperto oppure nuotare con gli squali in un gigantesco acquario : tutto è possibile nel centro commerciale.
Jumeirah: uno dei quartieri più piacevoli di tutta Dubai è Jumeirah. Questo esteso lungomare è dominato dall’iconico Burj al Arab, ovvero la “Vela”, uno degli hotel più esclusivi e riconoscibili al mondo. Non è l’unico motivo per venire a Jumeirah: fra piccoli souq, ristoranti, parchi e una spiaggia mozzafiato questo quartiere è sicuramente uno dei più entusiasmanti della città.
Burj al Khalifa: il grattacielo più alto del mondo, un prodigio di tecnica ed ingegneria, è di per sé un valido motivo per un viaggio a Dubai. Ma questa struttura di 830 metri ha in serbo un gran numero di attrazioni. Dall’Observation Deck posto a 555 metri d’altezza, il più alto del mondo ai piacevoli bar panoramici, dove riposarsi e ammirare il resto di Dubai con le sue meravigliose costruzioni. Da non perdere sono anche gli spettacoli d’acqua e di luce che si tengono al Dubai Fountain, antistante il Burj al Khalifa.
Crociere sul Creek: il creek di Dubai è sicuramente uno dei suoi cuori. Attorno ad esso sorgono i quartieri più antichi della città, Deira, Al Fahidi con i suoi palazzi storici e Shindaga. Il modo migliore per scoprire il creek è una crociera, a bordo di una delle imbarcazioni tradizionali, gli Abra o i Dhow. Ovviamente queste crociere sono anche un modo perfetto per ammirare gli splendidi grattacieli di Dubai da una prospettiva differente.

ABU DHABI

Sole tutto l’anno, spiagge bianchissime, dune di sabbia spettacolari e una vibrante atmosfera cosmopolita rendono Abu Dhabi un luogo ideale dove trascorrere qualche giorno di vacanza. Un viaggio a Abu Dhabi è un percorso su una strada a metà fra misticismo e materialismo, fra spiritualità e tecnologia, fra presente e passato, fra Occidente e Oriente. Queste dicotomie si risolvono nella capitale degli Emirati Arabi Uniti, rendendo una vacanza a Abu Dhabi qualcosa di unico e indimenticabile.
Secondo la leggenda Abu Dhabi, che in arabo significa “terra della gazzella”, fu fondata quando una giovane antilope guidò una tribù assetata verso una fonte d’acqua dolce, su un’isola dove si contavano non più di 300 capanne di palme (“barasti”), qualche costruzione in corallo e la fortezza del governante. Questo semplice insediamento isolano si è trasformato nella moderna città cosmopolita di Abu Dhabi, la capitale degli Emirati Arabi Uniti, delineata dal suo skyline moderno e inconfondibile.
Essendo stata abitata fin dall’antichità ed avendo rivestito un ruolo cruciale nella storia del Golfo Persico fin dal XVIII secolo, Abu Dhabi conserva ancora molte tracce archeologiche e architettoniche del suo passato. Il Palazzo della Cittadella e il Forte Al Jahili sono fra i monumenti più antichi della città, testimonianza del retaggio culturale arabo di Abu Dhabi. Completamente nuovo e avveniristico invece il centro cittadino e la Corniche, un elegante lungomare pedonale: tra le costruzioni più famose spiccano le Etihad Towers, l’eclettico Aldar HQ e il visionario Capital Gate.
Sono praticamente infiniti i motivi per scegliere un viaggio a Abu Dhabi. Ideale come meta di stop over grazie ai collegamenti aerei internazionali di Etihad Airways, la Capitale degli Emirati Arabi Uniti si può esplorare piacevolmente in un paio di giorni. Ma per chi volesse approfondire invece questa meravigliosa destinazione sono davvero tantissime le attrazioni e le cose da fare e vedere in una vacanza a Abu Dhabi: ci sono le emozioni da vivere sull’isola di Yas con il Ferrari World e lo Yas Marina; poco distante si trova la città-oasi di Al Ain, Patrimonio Unesco; si possono organizzare incredibili escursioni nel grande deserto del Rub Al Khali; si può provare uno dei tanti sport acquatici e non praticabili ad Abu Dhabi o ancora semplicemente godersi il clima sempre caldo e piacevole degli Emirati Arabi.

COSA VISITARE

Louvre Abu Dhabi: un museo universale che rappresenta un faro culturale attraverso l’unione di culture diverse allo scopo di apportare una nuova luce alle storie condivise dell’umanità. Il Louvre Abu Dhabi ospita quattro mostre temporanee l’anno. In quanto parte integrante dell’esclusiva collaborazione tra Abu Dhabi e la Francia, queste mostre saranno organizzate e create da 13 partner museali francesi, solo per i visitatori del Louvre Abu Dhabi.

Gran Moschea dello Sceicco Zayed: una delle più grande moschee al mondo, capace di ospitare 40.000 fedeli. È dotata di 80 cupole, circa 1.000 colonne, lampadari placcati d’oro a 24 carati e il tappeto annodato a mano più grande del mondo. La sala di preghiera principale è dominata da uno dei più grandi lampadari a bracci del mondo: 10 metri di diametro, 15 metri di altezza e oltre 9 tonnellate di peso.

Isola di Yas: destinazione emergente per l’intrattenimento, a soli 30 minuti della capitale degli EAU, Yas Island ospita il modernissimo Circuito Yas Marina, in cui si disputa il Gran Premio annuale di F1 Etihad Airways di Abu Dhabi. Inoltre Yas Island ospita il Ferrari World, il Yas Waterworld e lo Tas Beach.

Arabian Wildlife Park: sulla Sir Bani Yas Island, l’Arabian Wildlife Park ospita più di 10.000 animali in libertà occupando oltre la metà dell’isola.
I visitatori possono ora avvicinarsi e guardare negli occhi le giraffe dell’isola grazie ad un’apposita piattaforma panoramica realizzata completamente con materiali riciclati.

Corniche Beach: la Corniche Road si estende per ben otto chilometri con il suo lungomare finemente curato, che include parchi giochi per bambini, aree ciclabili, percorsi pedonali, caffè e ristoranti e la Corniche Beach, un parco balneare sorvegliato da bagnini.

Al Ain: Al Ain è uno dei più antichi insediamenti abitato da sempre e sito Patrimonio dell’umanità UNESCO. La città è ricca di pittoresche fortezze. Tra gli edifici storici degli EAU, il forte di Al Jahili fu costruito nel 1891 per difendere la città e proteggere i suoi preziosi palmeti.

Rub Al Khali: Il Rub Al Khali o Empty Quarter in inglese, in italiano “Il Quartiere Vuoto”, è l’area sabbiosa più grande al mondo. Lasciatevi rapire dalle imponenti distese di questo straordinario deserto e dalle sue enormi dune. Il paesaggio, caratterizzato da un’infinita distesa di dune cangianti, fu scoperto dall’esploratore britannico Wilfred Thesiger e dai suoi compagni di avventura provenienti dall’Emirato e dall’Oman, negli anni ’40 e ’50 del Novecento.

Heritage Village: una ricostruzione di un villaggio oasi tradizionale offre un’interessante istantanea sul passato dell’Emirato.
Gli aspetti tradizionali della vita nel deserto, tra cui un falò con caffettiere, una tenda fatta con lana di capra e un sistema di irrigazione falaj, sono esposti nel museo aperto.
Ci sono botteghe dove gli artigiani mostrano competenze tradizionali, come la lavorazione dei metalli e della ceramica, mentre le donne sono impegnate nella tessitura e nella filatura. Gli artigiani sono felici di condividere le loro abilità e a volte vi coinvolgeranno direttamente.

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Dove festeggiare il Capodanno?……Ovunque nel mondo…….

Per chi abbia voglia di accogliere lontano da casa l’arrivo del 2020, l’articolo sul Capodanno nel mondo prova a offrire spunti per organizzare un viaggio, in base a una selezione dei festeggiamenti più spettacolari ed entusiasmanti.
Questo antichissimo rito umano, connesso alla necessità ancestrale di sottoporre il tempo e la vita a una scansione che ne garantisca il ciclico rinnovarsi (analogamente al carnevale), mostra delle continuità profonde con le versioni primitive, convergenti intorno alla propiziazione di una palingenesi, rinascita mondata da tutto il male accumulato nel passato, e ad esso abbandonato.
Che lo si celebri seguendo le fasi del sole o della luna, il calendario gregoriano o quello giuliano, il Capodanno, nelle varie nazioni e culture, rimane ancorato al proprio sostrato antropologico. I suggerimenti di Fluidblog su cosa fare a Capodanno tenteranno di renderlo evidente, insieme a informazioni sulle manifestazioni e gli appuntamenti da non perdere.

Capodanno in Australia

La nostra rassegna sul capodanno nel mondo parte, per motivi di fuso orario, da Sydney. Infatti la maggiore metropoli d’Australia accoglie l’anno nuovo con 10 ore d’anticipo rispetto alle altre località che lo festeggiano il 1° gennaio (calendario gregoriano), e offre gli eventi più spettacolari di tutta l’Oceania. Il Capodanno a Sydney prevede un calendario nutrito di eventi, da godersi, è bene ricordarlo, nel clima gradevole dell’estate australe, ideale per approfittare delle fantastiche spiagge cittadine, particolarmente amate dagli appassionati di surf. Per tutta la giornata del 31, Sidney brulica di preparativi, concerti e show di strada, culminanti con la meravigliosa esibizione pirotecnica dell’Harbour of Light Parade, che illumina a giorno, con scenografie sgargianti, l’Opera House e la baia, affollata di imbarcazioni, la cui superficie acquatica crea un favoloso riflesso a specchiera.

Capodanno in Sudafrica

Proseguiamo a parlare del Capodanno nel mondo rimanendo nell’emisfero meridionale. Ora è la volta di Cape Town, adagiata tra la maestosa Table Mountain e l’Oceano Atlantico. Un viaggio in Sudafrica per il primo dell’anno non si concentra tanto sulla notte tra 31 dicembre e 1 gennaio, quanto sul cosiddetto Kaapse Klopse, in afrikaans Tweede Nuwe Jaar, ovvero “Secondo Capodanno”, festeggiato il 2 gennaio. Si tratta di un travolgente carnevale, risalente all’usanza dei possidenti olandesi, in voga nel XIX° secolo, di concedere un giorno libero agli schiavi di colore, che si ritrovavano nel variopinto quartiere di Bo-Kaap per festeggiare in base ai costumi della cultura Malays, il gruppo etnico creolo della Provincia del Capo, formato in larga parte dai discendenti dei deportati dal Sud Est Asiatico e dall’India, di fede islamica. Il festival consiste in un immenso minstrel show a cielo aperto, durante il quale accorrono oltre 13 mila figuranti, organizzati in piccole congregazioni (klopse), vestiti con divise multicolori e luccicanti. Questa allegra fiumana, seguita da 80 mila spettatori, invade le strade di Cape Town con parate di vere e proprie bande, per lo più di strumenti a fiato. Qualcosa che ricorda sotto molti rispetti il Mardi Gras di New Orleans. D’altro canto assodata è l’influenza esercitata da musicisti e intrattenitori afroamericani che visitarono Cape Town. Insomma, dopo essersi domandati cosa fare a Capodanno, si capiterà nel bel mezzo di un carnevale anticipato!

Capodanno in Brasile

Rio de Janeiro non è soltanto sinonimo di carnevale. Anche a Capodanno una vacanza in Brasile consente di apprezzare la passione del popolo sudamericano per le cerimonie collettive, la nepente agrodolce della saudade. Nel caso di Rio, il “fiume di gennaio” raggiunto da Amerigo Vespucci l’1 gennaio 1502, l’arrivo dell’anno nuovo coincide con una sorta di genetliaco cittadino. La cerimonia carioca ha assorbito non pochi aspetti del sincretismo religioso della Candomblé, in particolare l’omaggio floreale tributato a Yemanja, la Dea-Madre oceanica. Lo stesso réveillon, la vigilia della mezzanotte, si tiene sul lungomare di Capocabana, gremito da un pubblico di 2 milioni di persone, rigorosamente abbigliate in bianco, a naso in su per i fuochi d’artificio che fanno risplendere la Baia di Guanabara e il Pan di Zucchero. Concerti, street food, sfilate completano la proposta del Capodanno a Rio de Janeiro. Il compleanno della città più folle del mondo.

Capodanno a New York

Il più classico dei classici, in materia di Capodanno nel mondo. I primi telegiornali dell’anno si aprono, immancabilmente, con le immagini del delirio che si scatena a Times Square, l’incrocio di Manhattan dove il countdown è accompagnato dal ball drop, la discesa della palla oraria, issata sulla terrazza dello One Times Square, grattacielo di 111 metri, che copre i 43 metri del pennone in 60 secondi, toccando il tetto alla mezzanotte esatta. All’evento cardine del Capodanno a New York, osservato dal 1907, accorrono migliaia di spettatori, che giungono anche con largo anticipo per accaparrarsi una posizione privilegiata. Molti i turisti disposti ad affittare camere d’hotel dell’area, dotati di punti di vista panoramici, a cifre a dir poco profumate.
Chi non ama la confusione, può optare per attendere l’anno nuovo a Central Park, dove si ammirano i fuochi d’artificio sparati da Naumburg Bandshell. Innumerevoli, poi, i concerti, serate private, musical e spettacoli, feste in discoteca. Nella Grande Mela, come al solito, ci si sentirà al centro di tutto.

Capodanno in Thailandia

Trascorrere Capodanno in Thailandia è un’idea da non sottovalutare. Infatti si può associare una delle celebrazioni più note e affollate del mondo a un rilassante soggiorno mare. Il clou dei festeggiamenti ha luogo nella capitale Bangkok, specie nell’area del CentralWorld, che richiama, la notte del 31 dicembre, circa 500 mila persone, grazie a una palla (evidente citazione di Times Square) issata a un sostegno alto 15 metri. Se si preferisce un romantico tête-à-tête, abbagliato dai lampi degli spari pirotecnici, meglio prendere in considerazione una crociera lungo il Chao Phraya. Va ricordato, però, che il vero capodanno thailandese, il Songkran, cade il 13 aprile: collegato al calendario lunisolare della tradizione buddhista (il nome, derivato dal sanscrito, indica la “transazione astronomica” del Sole nello Zodiaco), il festival consta tanto di momenti di meditazione mistica e cerimonie lustrali con abluzioni della statue sacre e dei monaci, quanto di esplosioni di follia collettiva, nel corso di agguerriti combattimenti d’acqua.

Capodanno in Cina

Al pari del Songkran, anche il Capodanno cinese, o festa di primavera, non cade il primo gennaio, riconnettendosi al calendario lunare, in cui l’inizio dell’anno coincide con il noviliunio, congiuntura astronomica che si verifica, variabilmente, tra il 21 gennaio e il 19 febbraio. Questo complesso articolato di tradizioni, comune a buona parte dell’Asia orientale ed espressione di una società agricola fondata sui ritmi delle stagioni, quindi dipendente dal normale svolgersi della loro successione, nel 2018 prenderà avvio il 15 febbraio (scopri la proposta di viaggio Capodanno in Cina), quando si entrerà nell’ultimo anno del Maiale. Un viaggio in Cina in occasione del Capodanno offre uno spaccato antropologico di raro interesse, mutato solo in superficie dalla modernità. Le pratiche rituali, che coprono tutto il periodo della luna nuova, della durata di due settimane, mostrano chiari momenti apotropaici e augurali, volti a propiziare l’effettivo passaggio da una fase della vita terrestre a un’altra, all’interno dell’edificio definito del cosmo. Dopo la pulizia meticolosa delle case alla vigilia, che allude alla necessità di concludere il passato in vista della rinascita, l’apertura ufficiale avviene con la danza del leone, antica di circa 2000 anni, nella quale l’animale richiama il Nian, mostruoso abitante dei fondali che si tenta di spaventare tramite stordenti frastuoni di cembali, gong e fuochi d’artificio, nati proprio in Cina intorno all’anno 1000. Anche l’onnipresenza del colore rosso, dagli abiti cerimoniali a stendardi e paramenti, si spiega col fatto che Nian ne è terrorizzato. La bestialità selvaggia, indomabile, ricacciata in nome dell’ordine e della regola. La liturgia si compone di numerose ricorrenze specifiche, come il renri, il compleanno del genere umano, creato il settimo giorno dell’anno, preghiere e onori ai defunti, fino alla festa delle lanterne, l’ultimo giorno, sanzione dell’avvenuta riconciliazione, tutte associate ad astensioni e particolari ricette alimentari. Da sempre, il cibo veicola il sacro. Durante il Capodanno in Cina si assaggiano alcune delle pietanze più caratteristiche e saporite della cucina asiatica: gli squisiti Jiaozi, ravioli di gamberi, carne o verdure; la Delizia di Buddha, ottima insalata per i giorni di magro; il Nian gao e il Tangyuan, dolce a base di riso.
Il Capodanno cinese viene celebrato dalle comunità di tutto il mondo, da San Francisco a Sydney. Nella madrepatria i luoghi migliori per goderselo sono Pechino, pullulante di eventi di strada che culminano con la fiera del Tempio Ditan (della Terra) e la sua rievocazione di cerimonie d’epoca Qing, e Hong Kong, che vanta uno show pirotecnico da urlo e la parata di barche adorne di lanterne, nelle acque di Tsim Sha Tsuji.

In Vietnam il Capodanno cinese si chiama Tết Nguyên Ðán, altro momento di comunicazione tra al di là e al di qua, passato e futuro, morte e vita, così come nelle isole della prefettura di Okinawa, in Giappone, mentre nel resto dell’arcipelago si festeggia l’1 gennaio col Shōgatsu, Capodanno ufficiale introdotto nel 1873, insieme al calendario gregoriano: molto suggestivo, in tale contesto, la solenne veglia al tempio Yasaka di Kyoto, scandita da 108 rintocchi di campana, simboleggianti i peccati della teologia buddhista

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