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Archivi mensili - Novembre 2019

La Zurigo asiatica……..Singapore

Futuristica e dal forte mix culturale, Singapore è una destinazione che si presta per ogni tipo di target. La Città del Leone offre infatti un ventaglio di esperienze perfette per tutti i profili di viaggiatori: Foodies, Explorers, Socializers, Culture Shapers, Action Seekers e Collectors. Un Paese ricco di opportunità, attrazioni e luoghi che affascinano ogni tipo di viaggiatore, dagli amanti della cucina multietnica, agli appassionati di arte e cultura fino a coloro ai quali piace vivere la notte nei migliori roof-top e locali alla moda.

Sebbene figuri tra le metropoli più dinamiche e moderne del pianeta, il titolo che Singapore rivendica con particolare enfasi è quello di City in a garden: sono infatti numerosissime le aree verdi, i parchi, i giardini e le riserve naturali. Nel 1859 furono inaugurati i Singapore Botanic Gardens, dal 2015 Patrimonio UNESCO. Tra le 10 mila specie del famoso Giardino delle Orchidee, spicca il vestitino violetto dell’orchidea Vanda ‘Miss Joaquim’, fiore nazionale. I faraonici Gardens by the Bay, creati nel 2012 sul mare, fondono botanica, architettura e tecnologia; ogni visitatore rimane meravigliato dalle serre energetiche di WilkinsonEyre e il Supertree Grove, bosco di alberi artificiali alti fino a 50 metri, che offre ogni sera suggestivi spettacoli di luci, suoni e colori, il tutto grazie all’energia prodotta dai pannelli solari posti in cima agli alberi.

Una delle caratteristiche principali di Singapore è la sua multietnicità: indiani, tamil, cinesi, malesi ma anche europei. Questo melting pot culturale costituisce la risorsa principale, il motore economico e sociale di una città dove il 42 % della popolazione è straniera.

Un viaggio a Singapore coinvolge storia e futuro, tradizioni ancestrali e altissima tecnologia. Sotto il profilo dello skyline, caratterizzato dalle più iconiche strutture futuristiche della città, brulica, nei quartieri bassi, la sua anima composita. Come un microcosmo sfaccettato, ogni quartiere, a particolare maggioranza, riflette riverberi degli altri. Chinatown, ad esempio, affianca edifici vittoriani a italianizzanti, il goporuam, gremito di statue policrome, del tempio induista Sri Mariamman, ai minareti smeraldo alti sulla moschea Masjid Jamae. Nello street food si esprime con intenso vigore, quasi una stordente fragranza, tale ricchezza: spiedini satay, zuppe di noodles laska, insalate rojak, pesce grigliato con salsa sambal. Passeggiando per Little India, il quartiere più colorato di Singapore, ci si immerge nella cultura indiana, grazie ai profumi di spezie e ai venditori di prodotti tradizionali; infine, a Kampang Glam spicca bellissima Moschea del Sultano e la caratteristica street-art di Haji Lane.

Ultima novità di questa città meravigliosa e sorprendente, è il Jewel, inaugurato nell’aprile del 2019: si tratta di un’attrazione faraonica, collegata ai terminal dell’aeroporto, al cui interno si dislocano 280 negozi, hotel, ristoranti, immersi nella Forest Valley, un lussureggiante bosco tropicale traversato da passerelle, sentieri, ponti, incluso un passaggio sospeso in cristallo, a 23 metri dal suolo. Dal culmine dell’enorme serra scroscia il Rain Vortex, la cascata in-door più alta del mondo, in virtù dei suoi 40 metri. Di sera, la colonna d’acqua si tramuta in uno schermo dove vengono proiettate suggestive immagini e giochi di luci. Ci si può persino “perdere” in due labirinti: uno di specchi (The Mirror Maze), che crea una spettacolare illusione ottica, e un altro, più tradizionale, di siepi, il più grande di Singapore.

COSA VEDERE

BOTANIC GARDENS

Patrimonio UNESCO, i giardini botanici di Singapore, inaugurati dai britannici nel 1859, si distinguono per uno stile tra il coloniale e l’esotico. Edifici e gazebo d’epoca, 10 mila specie vegetali tropicali, di cui oltre 1000 orchidee selvatiche e piantagioni di zenzero, e ancora attività ricreative e culturali, come concerti sinfonici all’aperto. Un vero Eden.

MARINA BAY

Simbolo di Singapore, la baia marittima è uno dei downtown più avveniristici e spettacolari del mondo. Dal 2008 ospita il circuito urbano del Gran Premio di F1. La vista migliore? Dalla più lunga piscina a sfioro del pianeta, sul terrazzo del Marina Bay Sands, casinò-resort sito in un iconico grattacielo a tre torri, alto 207 metri.

GARDENS BY THE BAY

Natura e ipertecnologia. I 100 ettari dei tre Gardens by the Bay (Bay Central Garden, Bay East Garden, Bay South Garden), creati nel 2012 da alcuni terreni di bonifica, proiettano in una Terra futuristica, dove ambiente e artificio scientifico s’integrano a vicenda. Non a caso hanno già fatto da set a molti film, serie TV e videogiochi.

CIVIC DISTRICT

Pianificato nel 1822 dai Britannici, nel Civic District domina un’ariosa impronta vittoriana, con ampi viali e imponenti edifici neoclassici. Il più maestoso, l’ex City Hall, ospita dal 2005 l’avveniristica ed elegante National Gallery Singapore, la principale collezione mondiale d’arte indocinese, detto Louvre d’Asia. Altro fiore all’occhiello è il Victoria Theatre, finemente palladiano.

CLARKE QUAY

Lungo la riva del fiume Singapore, questo distretto di ex magazzini e banchine commerciali, dove approdavano fumanti vaporetti e fragorosi bumboat, è stato restaurato e riconvertito: in un’atmosfera coloniale, da piccola Venezia orientale, si assiepano ristoranti, bar, negozi, ricavati anche sulle barche tradizionali di fattura malese.

CHINATOWN

In una città multietnica come Singapore, la Chinatown, dedalo di viuzze, botteghe, taverne e mercatini, non accoglie solo la cospicua comunità cantonese. Vicino al tempio buddhista del Sacro Dente, in fastoso stile Tang, include una moschea Tamil, un santuario hindu e uno hokkien, gruppo sino-malese. Notevole la Singapore City Gallery, sulla storia cittadina.

UNIVERSAL STUDIOS SINGAPORE™

Sull’isola di Sentosa, sorge l’unico parco tematico del Sud-Est Asiatico targato Universal Studios. Le 24 attrazioni si dividono in sette ambientazioni principali (da Hollywood all’antico Egitto) e assicurano momenti di puro divertimento ed adrenalina, per tutta la famiglia. Imperdibili le Fun for Thrill-Seekers, ovvero le più alte montagne russe a doppio binario del mondo.

SINGAPORE ZOO

Non un semplice zoo, piuttosto un centro di ricerca e salvaguardia ecologica. Il migliore parco faunistico tropicale del mondo alloggia circa 300 specie animali. di cui il 34% a rischio d’estinzione, nei loro 11 habitat naturali. Ragguardevoli la più cospicua popolazione di oranghi in cattività. i brani intatti di foresta equatoriale e il Night Safari, il primo tour in notturna mai varato in un giardino zoologico.

KAMPONG GLAM

Storico quartiere dell’aristocrazia malese e musulmana, anche il Kampong Glam, sul suo sottofondo lievemente moresco, intessuto di seduzioni persiane, s’irida di colori latini, italiani, cinesi. La cupola d’oro della Moschea del Sultano evoca torpori indiani, da Aladino. Nell’ex residenza principesca si visita oggi il ricco Malay Heritage Centre, che racconta il ruolo del potentato di Malacca a Singapore.

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Fantastica New York…..

Un viaggio a New York è certamente un’esperienza da fare almeno una volta nella vita. New York, più che un luogo nello spazio e nel tempo, è un sogno. Un viaggio a New York ti farà innamorare da subito di questa città, del suo miraggio di vetro e luce.

Se si volesse compilare un elenco di domande cui è particolarmente difficile dare risposta, tra esse comparirebbe senz’altro la seguente: “cosa vedere a New York?”. La Grande Mela (espressione coniata da un giornalista sportivo nei magici, irripetibili anni 20), infatti, appartiene a quel ristretto novero di città che racchiudono in sé la totalità dell’esperienza umana, i suoi modelli storici e gli sviluppi futuri. Città-universo, infinite e incomprensibili. Eppure inconfondibili, in quanto vittoriose nel carpire il mistero fuggente dello stile. “Geometrica, cristallina, senza passato, senza profondità, che posso illudermi di padroneggiare con la mente, di pensarla tutta intera nello stesso istante”, nella compresenza dell’eterno. Così Italo Calvino si esprimeva a proposito della più grande metropoli degli Stati Uniti.

Un viaggio a New York lascia la sensazione di aver visitato la capitale di un’epoca. Destino segnato da un collocazione geografica unica, all’imboccatura dell’estuario dell’Hudson River che, sfociando nell’Atlantico, forma un reticolo idrografico di cui rappresenta il ramo principale insieme all’East River, profondo aculeo marino. Gli Olandesi furono i primi a intuire le potenzialità commerciali e strategiche della Baia, sfuggite ai Francesi, giunti con la spedizione di Giovanni da Verazzano nel 1524: dopo una ricognizione condotta per loro conto nel 1609 da Henry Hudson, sedici anni dopo fondarono la colonia fortificata di Nuova Amsterdam, presso la porzione meridionale di Manhattan, l’isola dalle molte colline nella lingua dei Lenape, unici abitanti di quella che allora era una selvaggia foresta, acquistata per una cifra corrispondente a circa 1000 dollari odierni. A delimitare il confine tra insediamento europeo e la “barbarie” una palizzata che sorgeva nelle vicinanze dell’attuale Wall Street (la strada del muro, appunto), il centro finanziario della società capitalistica.  Più in là fitta boscaglia palustre, tagliata solo dal sentiero nativo Wickquasgeck, divenuto in seguito Broadway, l’asse viario germinale di tutto la crescita urbanistica di New York, così chiamata dal 1664, quando entrò nell’Impero Britannico, che la perse a seguito dell’Indipendenza delle Tredici Colonie (1785), rimanendo fino al 1790 capitale degli USA. Già allora la città, che contava circa 30.000 abitanti, costituiva un ricco e vivace scalo portuale che, nell’ambito della nuova nazione, conobbe un’ascesa inarrestabile, per tutto il XIX° secolo e, specie, nei suoi ultimi anni, periodo per il quale si parla di Greater New York, allorché Manhattan, già connessa a Brooklyn (di origine olandese) dall’omonimo ponte, meraviglia completata nel 1883, vi si unì anche amministrativamente, l’1 gennaio 1898, in un’espansione che comprendeva anche i Queens, la sezione orientale del Bronx e Staten Island. La vasta operazione, che portò alla classica fisionomia dei 5 boroughs, fu accompagnata da notevoli realizzazioni infrastrutturali, come la metropolitana, inaugurata nel 1904. New York, all’epoca, possedeva l’ormai consolidato ruolo di porta d’accesso all’America, la terra sconfinata della possibilità e della speranza, rimpinguata dai milioni di immigrati provenienti soprattutto dall’Europa, accolti dalla scultura simbolo di quella narrazione storica, la Statua della Libertà, donata dai Francesi nel 1883, che vegliava sui loro destini incerti mentre stazionavano in quarantena a Ellis Island, poco distante dalla reggitrice di fiaccola. Di lì a poco iniziò lo crescita verticale che dà ancora l’impronta fondamentale allo skyline che lascia stupefatti durante una vacanza New York, con l’edificazione, nel 1911, del neogotico Woolworth Building, alto 241 metri, ancora oggi tra i venti più alti grattacieli della “City That Never Sleeps”. Gli anni della Grande Depressione furono una fervida fucina artistica e musicale, soprattutto jazz, mentre la fine della Seconda Guerra Mondiale ne fece il fulcro del nuovo assetto geopolitico internazionale, come testimonia l’insediamento della sede dell’ONU, il famoso Palazzo di Vetro. I successivi decenni, di fianco a un brulichio di idee, avanguardie, attivismi, si assistette a un diffuso degrado post-industriale e urbanistico, segnato da laceranti tensioni razziali, ampiamente risanato a partire dagli anni 80. Nemmeno la tragedia dell’11 settembre è riuscita a fiaccare lo spirito di una città che non potrà mai morire. Perché si tratta di un ideale, di un paradigma dell’esistente, un’opzione dell’esistente che non è né America né Europa, né passato né futuro o fugace attualità, ma semplicemente New York.

Di seguito una descrizione sinottica dei 5 boroughs, per il tuo prossimo viaggio organizzato a New York:

Manhattan, il cuore di New York, area più densamente popolata di tutti gli Stati Uniti. Qui si trova la maggior parte delle attrazioni tradizionalmente visitate dai turisti (confronta la sezione su New York cosa vedere). La sua concentrazione di grattacieli delinea l’immagine della Grande Mela nota in tutto il mondo. Suddivisa in Lower, Midtown e Upper Manhattan e tagliata a metà dalla celeberrima Fifth Avenue, ospita le sedi dei massimi poli finanziari e politici del mondo. I suoi principali quartieri sono SoHo, Chinatown, Little Italy, Greenwich Village e Harlem.

Brooklyn, sita all’estremità meridionale di Long Island, separata da Manhattan dal braccio oceanico dell’East River, riflette ancora, nonostante un diffuso fenomeno di gentrification, le caratteristiche di colorito borough multietnico, in quanto veniva eletto a residenza degli immigrati che gravitavano intorno alla prospiciente New York, che fece da catalizzatore alla crescita della vecchia Breuckelen, colonia olandese, fusasi a metà 800 con Williamsburg. Gli immigrati la sceglievano come propria residenza e disegnarono una serie di quartieri dalle spiccate connotazioni etniche: gli Italiani a Bensonhurst, Russi e Ucraini nella Little Odessa di Brighton Beach, Vinegar Hill per la Irish Town, latinoamericani tra Bushwick e Sunset Park, ebrei a Borough Park. Del borough più popoloso di NYC, con oltre 2,6 milioni di abitanti, fa parte anche Coney Island, la penisola dove nel 1870 l’immigrato tedesco Charles Feltman inventò l’hot dog e nel 1903 venne aperto il primo luna park.  Apprezzata la sua spiaggia.

Queens, confinante a Nord Est con Brooklyn (dopo la quale, se fosse città autonoma, rappresenterebbe la quarta città più popolosa degli USA), è l’area urbana con la maggiore diversità etnica al mondo. Molto gradevoli i suoi quartieri residenziali, come Astoria (sede di una storica comunità greca). Il principale nucleo commerciale è Long Island City. Nel suo perimetro sorgono i due aeroporti cittadini di NYC e il suo grattacielo più alto al di fuori di Manhattan (la One Court Square, 201 metri).

Il Bronx, diviso da Manhattan per via del fiume Harlem, è l’unico boruogh newyorkese che sorge sulla massa continentale. L’immagine malfamata, che ha reso il suo nome sinonimo di zone insicure e fatiscenti, è del tutto obsoleta. Si pensi alle sue numerose attrazioni. Riverdale, un grazioso quartiere residenziale composto da diverse villette. Lo stadio dei New York Yankees, la mitica squadra di baseball che emoziona gli abitanti di questa città da oltre un secolo. Il Bronx Zoo, il più grande giardino faunistico degli Stati Uniti, dove trovano posto oltre 4000 animali. Lungo la Arthur Avenue, è consigliabile visitare “nuova Little Italy”, ricca di negozi e mercati alimentari con tutto l’inconfondibile calore del Bel Paese.

Staten Island, il più defilato, meridionale e meno popoloso dei borough di New York, sa riservare interessanti sorprese. Collegata a Manhattan mediante ferry e a Brooklyn dal ponte di Verrazzano, l’isola è già dominata dalla ruota panoramica più alta del mondo (190 metri), che entrerà in funzione nel 2018. Una vera chicca celata tra i suoi quartieri tranquilli, abitati per metà da cittadini di origine italiana, è il New York Chinese Scholar’s Garden, placido paradiso zen.

COSA VEDERE

New York è una città energica e affascinante, piena di attrazioni interessanti. Scopri qui i nostri suggerimenti su cosa fare e visitare durante un viaggio a New York:

La Freedom Tower (ufficialmente One World Trade Center), completata nel 2014 sul sito delle Torri Gemelle, il quinto grattacielo più alto del mondo (541 metri, pari a 1776 pollici, stesso numero dell’anno dell’indipendenza americana). Un rapidissimo ascensore, con animazione digitale che ripercorre la crescita urbanistica della città, conduce in 40 secondi all’Observation Deck del 104° piano. Ai piedi della torre si visita il National September 11 Memorial & Museum, toccante museo-memoriale tributato alle vittime di Ground Zero.

I grattacieli simbolo di Manhattan, con magnifiche vedute panoramiche sul fitto alveare edilizio del borough, su tutti l’Empire State Building (capolavoro art déco del 1931, per quarant’anni, grazie ai suoi 443 metri, il più alto al mondo) e il 30 Rockefeller Plaza (1933, 260 metri d’altezza), con il Top of The Rock, dal quale si gode di una vista a volo d’uccello sul Central Park. Da non dimenticare il Chrysler Building, eletto il più bello di New York, concentrato architettonico della Jazz Era (venne eretto nel 1930) dall’inconfondibile cuspide in acciaio, disegnata a scaglioni affastellati a trama di corteccia di palma, che tocca i 318 metri d’altezza.

Central Park, il parco urbano più celebre del mondo, inserito nel 2017 nella “tentative list” dell’UNESCO per il suo valore paesaggistico e simbolico. Costruito tra 1858 e 1873 sotto la direzione dell’agronomo Frederick Law Olmsted e dell’architetto Calvert Vaux, lo spazio verde che, per 341 ettari, dà respiro all’assiepata Manhattan (dividendola tra Upper West Side e Upper East Side), offre numerose attrazioni sportive (col Park Drive, di 9,41 km, ideale per running e ciclismo, senza contare pattinaggio e arrampicata), culturali (giardini shakespeariani, rappresentazioni teatrali al Delacorte Theater, concerti di grandi artisti), naturalistiche (lo zoo e attività di birdwatching). Emozionante lo Strawberry Fields Memorial, gravitante intorno al mosaico pompeiano collocato sul luogo in cui l’8 dicembre 1980 fu assassinato John Lennon.

In una lista di consigli su cosa vedere a New York, è inevitabile citare i suoi musei, tra i più importanti del pianeta. Il Metropolitan Museum of Art, attiguo al Central Park, rappresenta il più grande degli States (2 milioni di pezzi che coprono 5000 anni di civiltà umana)  e il più visitato al mondo; Guggenheim Museum, all’interno dell’edificio progettato nel 1943 da Frank Lloyd Wright, con opere dei più grandi artisti contemporanei; Museum of Modern Art (MoMa), dove ammirare, giusto per fare due esempi celebri, le Les Demoiselles d’Avignon di Picasso o la Notte stellata di Van Gogh; l’American Museum of Natural History, spettacolare raccolta che fece da set, nel 2006, per il film Una notte al Museo; Whitney Museum of American Art, ospitato dal 2005 in una nuova sede progettata da Renzo Piano, con importanti lavori d’arte americana, specie di Hopper, Calder, Stuart Davis, Prendergast; Frick Collection, uno “small art museum”, nel perimetro di Central Park, dotato di un’eccezionale collezione di quadri del Rinascimento italiano ed europeo; The Cloisters, sezione d’arte medievale del Met Museum of Art di New York, costruita negli anni 30 sul modello dei chiostri delle abbazie cristiane.

L’unico Patrimonio UNESCO di New York, simbolo della Grande Mela e di tutti gli USA, è la Statua della Libertà, che dal 1886 si erge alla bocca dell’Hudson, sulla Liberty Island. Progettata da Auguste Bartholdi e Gustave Eiffel, con un disegno che fonde modelli classici a ideali illuministici, quintessenza dell’identità costituente americana, i suoi pezzi vennero trasportati dalla Francia in 1883 casse. La poetessa Emma Lazarus ribattezzò il colosso di 93 metri d’altezza “The mother of Exiles”, poiché a breve distanza da esso si trova Ellis Island, la piatta isola artificiale che, tra 1892 e 1954, funse da stazione di quarantena per gli immigrati che giungevano nel Nuovo Continente, oggi interessante percorso museale.

Il ponte di Brooklyn, il primo al mondo costruito in acciaio (1883), che unisce, con la sua campata di 1,8 km, l’omonimo borough all’isola di Manhattan, scavalcando l’East River.

Times Square, l’incrocio più celebre di Manhattan, abbagliante per le insegne luminose che lo assiepano. Nato ufficialmente nel 1904, con l’apertura di una fermata della metro caldeggiata dall’editore del New York Times, da cui prese il nome, offre lo spaccato migliore del concitato spirito della città. Il capodanno di Times Square è ripreso dalle televisioni di tutto il pianeta. Da non perdere TKTS, la biglietteria “discount” di Broadway (la via dei musical della quale Times Square è uno slargo) in una riconoscibile struttura a gradoni. In tema di spettacoli si segnalano il Radio City Music Hall, 6000 posti a sedere nel Rockfeller Center, dal 1932 appuntamento fisso, nel periodo natalizio, per lo show delle “Rockettes”, compagnia di St. Louis, Missouri, e il prestigioso Lincoln Center, sede dell’Opera e del New York City Ballet, teatro, sempre sotto le feste, dello Schiaccianoci di Tchaikovsky riletto da Balanchine.

Greenwich Village, nella zona sud di Manhattan, il pittoresco quartiere che ha rappresentato la principale fucina artistica e culturale della Grande Mela, anima e fronte dei movimenti d’avanguardia militante, Beat Generation in testa. Una zona che, per via del fenomeno sociologico chiamato “gentrification”, si sta imponendo come cuore pulsante hipster e alternativo, è Williamsburg, a Brooklyn.

Il quartiere di Harlem, nell’Upper Manhattan, culla negli anni 20 di un Renaissance afroamericano incentrato sulla lotta per i diritti civili e l’emancipazione culturale che si espresse in tutte le arti, specie nella musica jazz e bepop (all’Apollo Theatre iniziarono i più grandi, come Billie Holiday, Ella Fritzgerald, Sarah Vaughan).

La High Line, una città – giardino sopraelevata, lungo corridoio verde pedonale, in cui si alternano caffè e negozietti, che corre sopra le strade come un nastro pieno di piante e aiuole, ottenuto su una vecchia linea ferroviaria del West Side Line di Manhattan, rinnovata da un team di architetti e paesaggisti di fama internazionale.

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Viaggio in Peru

Un viaggio in Perù ti farà addentrare nell’essenza del Sud America. Nel paese si incontrano tre dei principali ecosistemi continentali: le Ande, che vi raggiungono i 6768 metri con la vetta Huascarán (protetta da un Parco Nazionale Patrimonio UNESCO) fanno da spartiacque tra l’ampia pianura ricoperta da foreste amazzoniche, che ammantano le pendici montane fino ai 3800 metri, solcata dai fiumi che danno origine al Rio delle Amazzoni, e il deserto della sottile fascia costiera bagnata dall’Oceano Pacifico. Nell’ordine la Sierra, la Selva e la Costa.
In questi paesaggi grandiosi si rintracciano segni umani ascrivibili a quasi 3000 anni di civiltà precolombiane, dalla cultura del Norte Chico all’Impero Inca, massima compagine statale nella storia americana che, con gli eredi della componente Quechua, rappresentano ancora il gruppo etnico fondamentale, accanto al “mestizo” sorto dalla fusione con i conquistadores spagnoli. Da non dimenticare gli Aymara, popolo stanziato sul lago Titicaca, dove si rifugiò dall’incalzante espansione dei vicini e del loro Qhapaq, il loro capo supremo.

Per questi e molti altri motivi un viaggio in Perù sintetizza tutti gli aspetti della complessa anima latinoamericana. Dai principali centri urbani, allineati in prossimità della costa – Trujillo, Lima, Arequipa, impreziositi da salotti coloniali barocchi, simili a quinte scenografiche disegnate dalle ombre del tramonto – ai paesaggi d’alta quota disseminati dalle rovine archeologiche del popolo Inca, stirpe di re discendenti dal Sole che trascorrevano le estati a due passi dal cielo, a Machu Picchu, sacerdoti e guerrieri giunti misteriosamente da Nord per fondare la la capitale “ombelico”, Cuzco, punto di congiunzione tra mondo infero, terrestre e celeste che fu prescelto in base al luogo in cui Mamma Ocllo fece cadere un chiodo dorato. Al fondo il sostrato di civiltà ancora più antiche che hanno lasciato segni misteriosi, come le linee terrestri di Nazca e l’enorme candelabro del Paracas, che da una duna guarda l’Oceano affollato di foche, oppure le Huaca del Sole e della Luna, imponenti complessi d’adobe smussati dall’incedere dei secoli, coperti dalla polvere delle epoche.

Sole e Luna, i principi dell’ordine cosmico cui le popolazioni del Perù, anche dopo la cristianizzazione, hanno continuato ad adeguarsi, regolandovi i cicli della propria esistenza sociale e culturale. Dal folto dei boschi pluviali e degli acquitrini alle cime celesti delle Ande, dove risuonano le musiche dei flauti e delle quena. Tutto il Sud America e tutta la vita, nel suo mistero arcano.

COSA VEDERE

Machu Picchu, città regale degli Inca nascosta a 2400 metri nella valle dell’Urubamba, sotto le vette delle Ande, uno dei simboli mondiali dell’archeologia, inserita tra le Sette Meraviglie del Mondo Moderno e nei Patrimoni dell’UNESCO.

Il sito archeologico di Chan Chan, la più grande città precolombiana nelle Americhe, splendida capitale della civiltà Chimú assoggettata dagli Inca nel 1470.

Il sito archeologico di Chavín de Huantar, Patrimonio UNESCO che testimonia le abilità architettoniche e artistiche della raffinata civiltà preincaica che stabilì questo insediamento a oltre 3100 metri d’altezza, tra la Cordillera Negra e quella Blanca delle Ande.

geoglifi di Nazca e Palpa. grandiosi disegni formati da oltre 13.000 linee tracciate nel deserto tra il 300 e il 500 d.C., dichiarati Patrimonio UNESCO. A breve distanza si segnala la necropoli Chauchilla, risalente a 1000 anni fa, con sepolcri che custodiscono i resti scheletrici intatti, completi di vestiti, dei defunti inumati.

Il sito archeologico di Caral, Patrimonio UNESCO, appartenente alla civiltà del Norte Chico, ritenuto solitamente la più antica città delle Americhe, con notevoli resti di piramidi.

La capitale Lima, fondata nel 1535 da Francisco Pizarro e originariamente intitolata a Re Magi, principale metropoli latinoamericana dei domini spagnoli il cui centro storico conserva capolavori di architettura coloniale, inseriti nei Patrimoni dell’UNESCO. Imperdibili il Convento barocco di San Francesco, con le sue catacombe, la Casa de Osambela, squisita residenza aristocratica, la sontuosa Cattedrale affacciata su Plaza Mayor, il ricchissimo Museo Nazionale di Archeologia, Antropologia e Storia del Perù.

Il Titicaca, ovvero lago del Sole sacro alle popolazioni indigene Aymara, nonché più elevato bacino interno navigabile al mondo (3800 metri): notevoli i villaggi galleggianti degli Uros,  etnia che, incalzata dagli Inca, costruì le isole fluttuanti artificiali intessute di canne, simili a nidi d’uccelli, che punteggiano il Titicaca e fanno da base alla loro attività di pescatori, e la città coloniale di Puno, con la splendida cattedrale barocca. A breve distanza, sul lago Umayo, si segnalano maestose tombe a forma di torri, le cosiddette Chullpas.

La città di Cusco, “l’ombelico”, dichiarata patrimonio UNESCO per l’eccezionale stratigrafia urbanistica che va dai resti incaici, quando fu capitale dell’Impero, al tessuto urbano barocco. Imperdibili i resti della fortezza Sacsayhuamán, costruita nel corso del 1400, una magnifica cittadella dalla complessa funzionale cultuale legata al dio solare Inti, e, nel centro spagnolo, la Cattedrale eretta sui resti del palazzo dell’imperatore Viracocha, gioiello barocco.

Arequipa, la Ciudad Blanca fondata nel 1540 dagli Spagnoli, gioiello coloniale tutelato dall’UNESCO e dominato dal cono imponente del vulcano El Misti.

Huacachina, oasi “sahariana” tra le dune di sabbia della zona di Ica, meta ideale per sport ed ecoturismo. Non distante si estende la Riserva Nazionale Paracas, area costiera desertica dichiarata Patrimonio UNESCO. Tra pinguini, pellicani e fenicotteri si può ammirare il misterioso geoglifo del Candelabro. Nel tratto antistante d’Oceano si trovano le Islas Ballestas, dette le Galápagos peruviane.

Il Canyon Colca, tra i più profondi al mondo, con una depressione di oltre 3200 metri, lavorato mediante terrazzamenti che risalgano fino alle popolazioni preincaiche.

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Maldive

Al confine tra Terra, Cielo e Mare: un viaggio alle Maldive ti porterà in un paradiso di acqua turchese, spiagge di sabbia bianca e panorami mozzafiato. Le Maldive sono davvero uno dei paradisi terrestri che vale assolutamente la pena di vedere almeno una volta nella vita.

Se si cerca a un luogo che regali un’esperienza di pace e benessere, non si può che pensare alle Madive. Queste isole dell’Oceano Indiano sono un autentico eden: chi ci arriva non vuole più ripartire e sogna già di tornarci.

Una vacanza alle Maldive rappresenta anche la scelta più adatta e romantica per un viaggio di nozze, che permette alle coppie e novelli sposi di rilassarsi e lasciarsi dallo sciabordio lento delle lagune.

Se stai cercando un viaggio organizzato alle Maldive chiedici un preventivo a : info@36viaggi.it: tanti sono i pacchetti viaggio Maldive, c’è solo l’imbarazzo della scelta!

Quando andare alle Maldive?

La temperatura è costante tutto l’anno e si aggira intorno ai 30° C. Possiamo distinguere due periodi climatici caratterizzati dal passaggio di altrettanti venti monsonici. Il monsone Hulhangu (che spira da Sud–Ovest) dura da maggio a novembre e porta con sé clima umido con piogge molto forti e mare agitato. Il monsone Iruvai (che spira da Nord–Est) soffia tra dicembre e aprile portando un clima più secco, caratterizzato quasi sempre dal bel tempo. Il periodo migliore per recarsi alle Maldive va alla seconda settimana di gennaio a metà a metà aprile. Bisogna però precisare che negli ultimi anni a causa del cambiamento climatico a livello mondiale la distinzione tra i due periodi non è più netta come in passato. Sarà quindi possibile trovare giornate piovose nella stagione secca, e viceversa, trovare giornate di sole nella stagione umida.

L’attività principale a cui dedicarsi alle Maldive è il “dolce far niente” in riva alle bianche spiagge, sorseggiando un buon cocktail e ammirando il tramonto. Per chi non vuole essere solamente sdraiato sull’amaca e ama invece l’adrenalina, c’è sempre la possibilità di avventurarsi a esplorare i fondali marini celebri in tutto il mondo. L’Oceano Indiano è diventato il preferito di molti subacquei, poiché è possibile ammirare tartarughe, razze, mante e anche lo squalo balena! Anche l’immersione tra i corali è un’attività meritevole di essere praticata, dal momento che le Maldive sono una delle aree coralline più conosciute al mondo. Un’altra cosa da fare assolutamente durante un viaggio alle Maldive è visitare un’isola abitata dai maldiviani, immergersi in quell’atmosfera rilassata, conoscere questa gente di un cuore enorme che vi trasmetterà pace e allegria con un semplice sorriso. I più avventurosi si possono cimentare in giri in surf e windsurf, per cavalcare le onde lunghe più amate dai surfisti di tutto il mondo.

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Viaggio di Nozze

Il viaggio di nozze è un esperienza strettamente personale; si fondono un turbinio di emozioni scaturite dallo stress precedente per i preparativi del matrimonio e la gioia e la felicità di una nuova vita insieme quindi il bisogno di un momento di relax dove scaricare le tossine e condividere la gioia.

Quale migliore soluzione di un viaggio?

Un luogo esotico, lontano, diverso dai nostri schemi è l'ideale per un nuovo inizio.

La meta del viaggio di nozze è come l'esperienza, strettamente personale; il viaggio di nozze è soprattutto il coronamento di un sogno quindi ognuno ha il proprio sogno da soddisfare in modo quasi intimo.

Fortunatamente le mete da scegliere, oggi giorno, sono tantissime.

Un solo consiglio: scegli di affidarti ad un agenzia di viaggi che costruisca il tuo viaggio di nozze come se fosse il suo!

Se vuoi un appuntamento per sapere come lavoriamo scrivi a : info@36viaggi.it

oppure whatsapp 0823203576.

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